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Abc Costruzioni, 73 esuberi: sciopero e presidio davanti all'azienda

Le segreterie provinciali di Parma, La Spezia e di Savona della Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenea Uil hanno proclamato per il 12 maggio 8 ore di sciopero: presidio davanti ai cancelli dell'azienda

"Le segreterie provinciali di Parma, La Spezia e di Savona della Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenea Uil -si legge in una nota dei sindacati- unitamente alle Rsu aziendali e ai lavoratori riunitisi in assemblea il giorno 8 maggio 2015, a fronte dell'apertura della procedura di mobilità avviata dalla società Abc Costruzioni per un esubero dichiarato di 73 lavoratori pari al 50% dei dipendenti si è deciso di proseguire la mobilitazione con ulteriori azioni di lotta. 

Se da un lato si esprime soddisfazione, per la CIGS per parziale cessazione di attività, firmata a Roma tra la Direzione aziendale e le OOSS, dall'altra considriamo la CIGS un importante ammortizzatore sociale ma non risolutivo.Si sono, al momento, evitati licenziamenti collettivi.

I lavoratori non chiedono assistenzialismo ma di poter continuare a fare il loro lavoro con dignità. Ci rivolgiamo non solo alla direzione aziendale ma anche alle concessionarie autostradali di Salt spa, Cisa spa, Autostrade dei Fiori spa che gestiscono le tratte autostradali A12, A15, A 10 e più in generale al gruppo Gavio di cui fanno parte. Contestiamo l'idea di volersi trincerare dietro i soli lavori di manutenzione ordinaria, è una scelta perdente che non genera prospettive future neanche per quei lavoratori che non sono in esubero. Nel settore autostradale, al netto delle concessioni, gli investimenti per i rifacimenti e le opere infrastrutturali sono necessari e dovranno comunque essere realizzati. Chiediamo di discutere un piano industriale che individui soluzioni a salvaguardia dei livelli occupazionali a partire dai lavori sospesi e da ultimare e ai piano di investimento per quelle opere infrastrutturali necessarie ma ancora disattese. Pertanto per martedì 12 maggio viene proclamato uno sciopero di 8 ore con presidio davanti all'azienda 

Tra i richiami all'Italia, da parte della Comunità Europea, per il rispetto delle norme su appalti e concessioni, il dibattito - fuorviante, perchè in assenza di una attenta politica industriale del settore -, che si sta sviluppando nel Paese, e il Governo che si accinge a modificare in senso restrittivo la normativa sugli affidamenti, il prezzo più alto lo pagheranno sempre I più deboli. Temiamo che ci si dimentichi, nella trasposizione delle normative Europee in quella Italiana, che le norme Europee sugli appalti indicano anche obiettivi sociali, ambientali e d'inclusione delle fasce più deboli.

È in questo spazio e questa discussione che ci vogliamo inserire: chiediamo attenzione verso questi lavoratori che operano sulle tratte autostradali, che con il loro lavoro, fatto di esperienza e professionalità, rendono un servizio alla collettività, garantendo opere di qualita e standard di sicurezza tra i più elevati a livello nazionale.Destrutturare ulteriormente le imprese di costruzioni, non mettere in campo una vera politica industriale per il settore, vuol dire determinare la polverizzazione dell'edilizia, aumentare la disoccupazione e la precarietà, favorire la crescita dei fenomeni di illegalità! Pertanto, al Governo e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti chiediamo la garanzia della continuità lavorativa al fine di non disperdere quel patrimonio di conoscenze e saper fare, frutto di anni di lavoro contrassegnato da una costante attività di formazione e alta riqualificazione professionale. Chiediamo inoltre la salvaguardia dei diritti in materia di licenziamenti, l'applicazione del CCNL edilizia, il ripristino della responsabilità solidale in capo al committente, e l'adozione, nelle gare di appalto, di procedure e criteri di aggiudicazione con il ricorso all'OEV(Offerta Economicamente più Vantaggiosa)".

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