La madre di William Nocera con Acad: 'Una rete per difendersi dagli abusi in divisa'

Da Federico Aldrovandi a Giuseppe Uva, fino a Riccardo Magherini. Sono tanti i casi di abusi che si sono verificati negli ultimi anni nel nostro Paese. Ieri pomeriggio Acad, Associazione contro gli Abusi in Divisa ha presentato a Parma le sue attività

Da Federico Aldrovandi a Giuseppe Uva, fino a Riccardo Magherini. Sono tanti i casi di abusi che si sono verificati negli ultimi anni nel nostro Paese. Ieri pomeriggio Acad, Associazione contro gli Abusi in Divisa ha presentato a Parma le sue attività, l'attivazione di un numero verde attivo 24 ore su 24 (800 588605), una rete di avvocati estesa su tutto il territorio nazionale in grado di intervenire per la tutela legale delle persone vittime di abuso. 

Presso lo Spazio Popolare Autogestito Sovescio di via Bixio Gabriele, un'attivista dell'associazione nata nel 2005 dopo il caso Aldrovandi e attiva in diverse città in Italia, ha risposto alle domande di Massimiliano Ilari del gruppo anarchico Antonio Cieri, organizzatore dell'evento insieme al Sovescio.

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Rosetta Fagone, la mamma di William Nocera, un giovane parmigiano arrestato il 1° gennaio che sta portando avanti una lotta, pubblica e legale, denunciando le troppe anomalie del caso di suo figlio, ammanettato da un carabiniere mentre stava effettuando un controllo per gli arresti domiciliari. "William si trovava in casa alla presenza di un'altra persona, che è stata sentita come testimone ma è stata ritenuta non attendibile, così come gli altri testimoni dell'episodio che ha portato all'arresto di mio figlio che si trova ancora in via Burla, dopo la conferma della condanna. I due processi sono stati una farsa. Per esempio il carabiniere sostiene di essere stato morso da Anna, il nostro cane. Ma la foto dei pantaloni mostra solo due piccoli fori: vi assicuro che se un Rotweiler viene aizzato contro una persona -come sostiene il carabiniere- fa molto più male ad una gamba". 

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