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Accompagnamento per i disabili, l'Anmic chiede aiuto alla politica

Alberto Mutti: "Sono iniziate le visite straordinarie di revisione, con decine di parmigiani che si sono visti togliere l'indennità, senza ricevere comunicazione ma accorgendosene all'atto del previsto incasso"

Gli Onorevoli  Motta, Soliani e Raineri, il Consigliere regionale Garbi, gli Assessori Bernini e Saccani, unitamente al Vice presidente della Provincia Gabriele Ferrari, il Consigliere regionale Corradi e l'Assessore regionale Meo che pur assenti hanno assicurato pieno appoggio, hanno risposto all'appello rivolto dalla FAND e dalla FISH, le federazioni che riuniscono le associazioni di rappresentanza del mondo disabile, che hanno chiesto l'aiuto della politica per tutelare la posizione di tanti disabili parmigiani che rischiano di perdere l'indennità di accompagnamento.

“Un rischio non nuovo per i disabili – spiega Alberto Mutti, presidente dell'Anmic di Parma -. Lo  scorso anno il Governo presentò un emendamento fortemente restrittivo dei criteri stabiliti dalla legge 508 del 1988 per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento. Ottenuto il ritiro dell'emendamento grazie a una grande manifestazione a Roma, ci troviamo ora di fronte ad una comunicazione interna del direttore generale dell'Inps, cui è stata trasferita la competenza in materia con la legge 102 del 2009 dal titolo Contrasto alla frodi in materia di invalidità civile, a tutti i dirigenti regionali,  in cui si forniscono indicazioni relative ai requisiti sanitari richiesti per la concessione dell'indennità di accompagnamento che di fatto ricalcano l'emendamento cassato.
Sono quindi iniziate le visite straordinarie di revisione, con decine di parmigiani che si sono visti levare l'indennità, tra l'altro senza ricevere comunicazione ma accorgendosene all'atto del previsto incasso”.

“Le famiglie - spiega Passeri, presidente di Anfass -, sono disorientate di fronte a situazioni consolidate da decenni che mutano senza che la legge sia stata modificata. L'Inps non è sicuramente un soggetto in grado di legiferare, ma deve soltanto applicare una norma chiara e  inequivocabile, confermata dalla Giurisprudenza. L'unica tutela possibile per il disabile è il ricorso al Tribunale, ma anche se gli esiti del giudizio sono certi, è evidente il disagio per chi si trova privo di una entrata importante nell'ambito di un bilancio familiare spesso ai limiti del possibile. Stiamo preparando una brochure informativa, in collaborazione con Comune, Provincia e Associazioni, che aiuti il disabile ad orientarsi di fronte alla convocazione dell'Inps soprattutto per quanto riguarda la necessaria documentazione da presentare. Inoltre abbiamo stretto un accordo con l'Asl: l'Inps comunicherà l'elenco delle visite programmate così che la stessa Asl possa inviare direttamente la documentazione relativa alle singole posizioni”.

Gli effetti sono devastanti per il disabile, cui l'Anmic assicura assitenza legale gratuita, ma anche per le casse dell'Ente e quindi dello Stato – spiega Mutti -; a fronte di un risparmio evidente realizzato in un primo momento con la revoca delle indennità, fenomeno che nel Paese ha già colpito migliaia di disabili, decine dei quali parmigiani, si avrà un esborso ben superiore al raggiungimento della sentenza perchè oltre agli arretrati l'Ente dovrà versare interessi e spese legali”.

L'Assessore provinciale Saccani sottolinea come “ci troviamo di fronte ad una scelta, non ad un errore: tutti vogliamo che si scoprano i falsi invalidi, ma così lo si fa sulla pelle dei più deboli. Gli sforzi delle famiglie e delle associazioni per migliorare la qualità di vita dei disabili e i risultati raggiunti in termini di integrazione non possono essere la giustificazione al taglio di risorse economiche. Bisogna riportare serenità nelle famiglie: i diritti non possono essere continuamente messi in discussione”.

L'Assessore Bernini, dopo aver ricordato le iniziative già avviate con le Associazioni e lo sforzo messo in campo dal Comune per migliorare i servizi, nega che le indennità cancellate siano frutto di un disegno politico: “Penso che si tratti di scarsa attenzione da parte del Governo: è giusto cercare i falsi invalidi, il problema esiste, ma non a Parma. Le verifiche vanno fatte, ma con le giuste modalità. Ho incontrato il direttore dell'Inps che mi ha garantito la correttezza delle procedure, ma prendo atto delle denunce emerse in questo incontro che suggerisco di presentare proprio ai dirigenti dell'Ente in un confronto. Voglio garantire il mio pieno appoggio alle persone e alle famiglie che vedono colpita la propria dignità”.

L'On. Motta spiega come il problema investa tutto il Paese: “Alcuni parlamentari del Pd hanno già presentato una interrogazione cui non è ancora giunta risposta. E' indubbio che l'Inps agisca secondo input che arrivano dal Governo che ha operato in modo maldestro, ritirando l'emendamento a fronte della giusta protesta per poi caldeggiarne l'applicazione a livello amministrativo. Sono d'accordo con Bernini per un incontro con i dirigenti dell'Inps provinciale, ma deve essere un punto di partenza per arrivare alla dirigenza nazionale e al Ministero per il ritiro delle linee guida in questione”.

Sulla stessa lunghezza d'onda la Senatrice Soliani: “L'azione Amministrativa - aggiunge Soliani – non può modificare la legge e le circolari dell'Inps non sono leggi. La campagna contro i falsi invalidi non può negare dati obiettivi e va inquadrata in una stretta generale sul versante del Sociale. Credo che un incontro con l'Inps provinciale sia auspicabile, ma vada seguito con iniziative a livello nazionale”.

“Mi impegno a proporre un ordine del giorno bipartisan in Consiglio regionale – interviene Garbi -, che auspico sia firmato anche dai colleghi Villani e Corradi, per sensibilizzare il presidente Errani affinchè si attivi presso Governo e Ministro nella veste di presidente della Conferenza delle Regioni. Credo che potrebbe arrivare in aula entro Natale”.

“Come parlamentare sono a disposizione per sollevare il problema nelle sedi istituzionali - assicura Raineri -, ma non credo che la situazione sia da imputare al Governo. L'Esecutivo ha ritirato l'emendamento quando si è accorto della sua inopportunità; il comportamento dell'Inps di fatto nega la volontà del Parlamento nella sua funzione legislativa. Sono disponibile a mettere in atto ogni iniziativa che sia utile a risolvere la situazione, ma voglio anche sottolineare che la legge contro i Falsi Invalidi ha portato in “certe regioni” alla revoca del 98% delle indennità”.

“Registrata la disponibilità dei presenti – conclude Mutti – prepareremo nei prossimi giorni di comune accordo con i politici intervenuti ordini del giorno e interrogazioni. Ci rivolgeremo al Presidente della Repubblica nella sua veste di garante della Costituzione, al Presidente del Consiglio, al Ministro del Welfare, ai presidenti delle Camere e alla direzione nazionale dell'Inps. Veniamo da oltre cinquant'anni di lotte per il riconoscimento dei nostri diritti, che vengono puntualmente rimessi in discussione; forse perchè i disabili costano senza aver mai versato nulla, ma hanno dei diritti garantiti dagli articoli 36 e 38 della Costituzione; non ci perdiamo d'animo e come Sisifo spingiamo la pietra fino in vetta e quando rotola a valle ricominciamo da capo”.
 

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