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Aemilia, le mani dell'Ndrangheta sul parmense: tra elezioni e affari

La maxi operazione condotta dai Carabinieri ha coinvolto anche la città di Parma e alcuni Comuni della provincia. Sono 15 le persone coinvolte nell'inchiesta, per sei persone -tutte di origine calabrese- sono scattate le manette e la custodia cautelare in carcere, per una gli arresti domiciliari

Ci sarebbe stato addirittura un incontro, un vertice in una trattoria vicino a Parma tra gli esponenti delle cosche e del clan Grande Aracri che fanno riferimento al territorio parmense per decidere le 'strategie' da adottare per estendere il loro potere d'influenza sul nostro territorio. La maxi operazione condotta dai Carabinieri che ha portato il 28 gennaio 2015 in carcere 117 persone su tutto il territorio emiliano, ha coinvolto anche la città di Parma e alcuni Comuni della provincia. Sono 15 le persone coinvolte nell'inchiesta, per sei persone -tutte di origine calabrese- sono scattate le manette e la custodia cautelare in carcere, per una gli arresti domiciliari.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

Nelle più di 1300 pagine dell'ordinanza firmata dal Gip Alberto Ziroldi si delinea il quadro degli interessi dell' Nndrangheta sul territorio locale. Rimossa da molti, messa sotto la lente di ingrandimento da altri in questi anni ora troviamo scritte nero su bianco la descrizione delle attività del presunto sodalizio criminale che, anche a Parma, avrebbe cercato di influenzare le Elezioni Amministrative. Anche quelle del 2012 che videro la vittoria di Federico Pizzarotti: uno degli arrestati Alfonso Martino infatti -secondo le intercettazioni - avrebbe lavorato per portare voti a un consigliere comunale del Pd, ignaro delle manovre che stavano avvenendo intorno al suo nome e non coinvolto nell'inchiesta.

Si tratterebbe di Pierpaolo Scarpino, estraneo comunque alla vicenda. Ombre anche sulle Elezioni Amministrative di Salsomaggiore del 2006 e su quelle di Sala Baganza del 2011. A Salsomaggiore Terme è stato arrestato proprio Alfonso Martino. In un'intercettazione uno degli arrestati a Reggio Emilia parla del risultato delle elezioni a Parma e mostra la sua delusione: 'I comici si sono presi la città' è lo scambio di battute contro un'altra persona, non coinvolta nell'inchiesta. Coinvolto nella vicenda anche l'ex assessore ai Servizi educativi Giovanni Parlo Bernini, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa che si dichiara estraneo ai fatti a lui attribuiti. 

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