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Processo Aemilia: Provincia parte civile, c’è l’ok del Giudice: “Orgogliosi di questo primo risultato”

Approvata l'istanza presentata dall'Ente di Piazzale della Pace. Il Presidente Fritelli: "La risposta migliore ai clan", il Sindaco Massari: "Aperte h24 le porte per chi vuole denunciare"

La Provincia di Parma è stata ammessa come parte civile nel maxi processo "Aemilia" che conta 147 imputati, di cui 15 per reati di usura con l’aggravante del metodo mafioso. La richiesta di costituzione avanzata dall’Ente, dopo il via libera dell’Assemblea dei sindaci alla proposta del Presidente Filippo Fritelli (Sindaco di Salsomaggiore Terme) e del consigliere delegato Andrea Massari (Sindaco di Fidenza), è stata accolta all’udienza del 27 aprile scorso dal collegio presieduto dal giudice Francesco Maria Caruso, nel corso del processo che si celebra a Reggio Emilia.

“Sono orgoglioso di questo risultato – commenta il Presidente Fritelli – ringrazio il Collegio che ce lo ha permesso e tutta l’Assemblea dei Sindaci. Certo, è solo un primo passo ma nasce dalla volontà di prendere parte in maniera attiva e con tutte le forme possibili alla grande mobilitazione civile contro le mafie e la criminalità organizzata. L’inchiesta Aemilia ha portato alla luce storie e personaggi che offendono la nostra comunità e ci spiegano che per i clan ogni area può essere una potenziale zona di conquista. Bene, da oggi la Provincia di Parma è ancora più in prima linea nel contribuire all’affermazione di questa consapevolezza necessaria. Basta con il mito delle isole felici, basta con la presunzione di essere immuni dal rischio delle infiltrazioni. Le mafie ci sono ma, soprattutto, si possono sconfiggere, affrontandole con tanta, tanta attività di studio e di diffusione delle informazioni e col massimo dell’unità”.

Il Consigliere Massari ricorda che “ci sono due sole Province in tutta la Regione che fanno parte del grande network antimafia di Avviso Pubblico: quella di Reggio Emilia e la nostra. Una presenza che onoriamo dimostrando che la cultura antimafia si fa con azioni vere, misurabili. A maggior ragione la Provincia di Parma ha fatto la scelta più netta e trasparente al tempo stesso: prendere parte al processo e  dare voce in esso a tutta la Comunità provinciale, dove ogni giorno lavorano amministratori, imprese, associazioni e cittadini uniti dall’urgenza di cacciare ogni forma mafiosa e criminale dal territorio. Non sono possibili connivenze o, peggio ancora, silenzi. Le mafie vanno stroncate e per riuscirci occorre che l’Amministrazione pubblica dia un esempio chiaro – prosegue Massari –, sostenendo e proteggendo le vittime e chi decide di denunciare i criminali. Da Sindaco dico sempre che le porte dei Comuni devono essere aperte h24 per chi sta combattendo contro la minaccia mafiosa e la Provincia oggi ha dimostrato, una volta di più, di essere dalla nostra parte”.
In seno al processo, la Provincia di Parma sarà rappresentata dall'Avvocato Matilde Rogato del Foro di Parma, presente in aula al momento della lettura dell’ordinanza emessa dal Collegio, che ha confermato definitivamente l’ammissione dell’Ente come parte civile.
 

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