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Aeroporto, Ghiretti critica Pizzarotti: "Serve un piano di rilancio serio"

Secondo il capogruppo di Parma Unita in Consiglio "appare del tutto irrealistico invocare generici aiuti di Stato, come sembra limitarsi a fare il sindaco di Parma". Passivo di bilancio superiore ai 4 milioni di euro

Aeroporto Verdi. Dopo la decisione del Governo che porterà probabilmente alla chiusura in tempi brevi dello scalo parmigiano Roberto Ghiretti, consigliere comunale di Parma Unita, interviene sulla questione e critica le dichiarazioni del sindaco Federico Pizzarotti. E' necessario, dice, un piano di rilancio serio.

"A seguito della posizione assunta dal Governo nel Piano aeroporti, resa nota dal Ministro Passera, che declassa il nostro aeroporto Giuseppe Verdi al ruolo operativo di “riserva”, ponendolo quindi in una situazione di grave incertezza per il futuro prossimo, appare del tutto irrealistico invocare generici aiuti di Stato, come sembra limitarsi a fare il Sindaco di Parma, mentre occorre avviare, da subito, un piano di rilancio serio, nel quale siano impegnati, oltre alla società di gestione, le istituzioni locali, le forze economiche e la Regione.

Occorre progettualità e visone strategica, a fronte di risorse che oggi, di fatto, scarseggiano. E’ un fatto oggettivo che l’aeroporto Giuseppe Verdi versi da anni in una condizione di crisi, una crisi che ormai può essere definita strutturale, poiché già da alcuni esercizi si verifica un costante passivo di bilancio, l’utlimo dei quali è superiore ai 4  milioni di euro. Tale passivo è il segnale di una difficoltà, conseguenza di un volume di traffico passeggeri troppo esiguo, per una struttura aeroportuale che rimane sottoutilizzata. Nonostante alcuni recenti segnali di crescita, i volume di passeggeri si attesta in poco più di 250 mila passeggeri/anno, un dato troppo basso, se raffrontato con quello dei medi aeroporti italiani.

Questi numeri sembrerebbero condannare il Verdi ad un giudizio non favorevole a cui pu contribuire certamente anche il continuo turn-over di compagnie aeree che, dopo avere dichiarato di volere fare del Verdi un loro scalo strategico, lo abbandonano, come il caso di Air Valllee, dopo l’esperienza precedente di Wind Jet. Tuttavia ci sono ragioni per credere che l'aeroporto Vedi non debba essere affatto lasciato al suo destino e anzi si debba avviare un’energica fase del suo rilancio.

Infatti l’aeroporto di Parma è infrastruttura fondamentale per la nostra città, una città che ha aziende di caratura internazionale, è sede dell’Authority alimentare europea, ha una Fiera leader nel settore alimentare, un’Università tra le maggiori d’Italia. Inoltre il bacino potenziale di utenza dell’aeroporto di Parma è molto vasto, se si pensa che esso è sostanzialmente a metà strada tra Milano e Bologna, è al centro di un territorio che va da La Spezia-Massa a Mantova e comprende Piacenza, Reggio, Cremona.

Ciò che manca all’aeroporto di Parma non sono le strutture, né le potenzialità di movimento passeggeri, in relazione al bacino di utenza. Ciò che è ancora troppo carente è l’offerta di voli, un'offerta che può essere implementata solo attivando una rete di relazioni strutturali con alcune grandi compagnie aeree, delle quali oggi solo Ryan Air utilizza lo scalo di Parma. Questa deve essere la strada da percorrere, quella di ripristinare una rete di collegamento con i grandi aeroporti italiani ed europei, Malpensa e Fiumicino, ma non solo, facendo di Parma un nodo di scambio verso i principali hub, cercando per prima una collaborazione con la compagnia di bandiera italiana e/o con altre compagnie internazionali.

La posizione di Parma come snodo trasportistico, sia stradale, sia ferroviario destinata a essere ancora più efficace come centro logistico, con il prossimo completamento della Pontremolese e della Tirreno-Brennero, accentua anche la potenzialità dell’aeroporto Verdi anche per lo scambio delle merci, mentre a oggi l’utilizzo del nostro aeroporto è limitato al solo traffico passeggeri. Chiediamo pertanto che le istituzioni, le forze produttive della città, insieme alla regione Emilia Romagna e al management della società di gestione So.Ge.Ap. si facciano carico di avviare un processo progettuale che permetta di esplorare, nel concreto, le prospettive di sviluppo e rilancio dell’aeroporto, che devono essere considerate una priorità per tutto il nostro sistema locale".

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