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Presidio per Afrin in piazza Garibaldi: "Fermiamo il genocidio e la pulizia etnica"

Domani, 15 marzo, alle ore 18: "Centinaia di migliaia di civili ad Afrin si trovano sotto i pesanti bombardamenti dei jet turchi"

Domani, giovedì 15 marzo, si svolgerà un presidio in piazza Garibaldi Aalle ore 18 per denunciare ciò che sta accadendo ad Adrin in Siria: le curde e i curdi di Parma manifesteranno nella piazza centrale della città per far sentire la loro voce: "Centinaia di migliaia di civili ad Afrin si trovano sotto i pesanti bombardamenti dei jet turchi. Fermare questa invasione è diventata una responsabilità storica. La Turchia continua il massacro di Afrin ignorando la risoluzione ONU per il cessate-il-fuoco"

APPELLO URGENTE PER AFRIN
Proprio adesso centinaia di migliaia di civili ad Afrin si trovano sotto i pesanti bombardamenti dei jet turchi Fermare questa invasione è diventata una responsabilità storica. La Turchia continua il massacro di Afrin ignorando la risoluzione ONU per il cessate-il-fuoco. Fermiamo il genocidio e la pulizia etnica dell’esercito turco ad Afrin. Il popolo curdo ad Afrin è oggetto di genocidio e pulizia etnica da parte dell’esercito turco, con il supporto di gruppi jihadisti come al-Qaeda, al-Nusra e ciò che resta dell’ISIS. Questa invasione e questo attacco genocida sono stati portati avanti di fronte agli occhi dell’umanità. Una città ora è sul punto di essere distrutta dal secondo esercito più grande della NATO che è dotato delle armi più sofisticate prodotte da diversi paesi. Questo attacco viene legittimato diffondendo un discorso propagandistico come se eserciti di due grandi Stati stessero combattendo l’uno contro l’altro. Quelle potenze, tra cui i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che forniscono armi alla Turchia sono complici di questo crimine.
Ad Afrin comincia l’iniziativa degli scudi umani La popolazione della città di Afrin si rifiuta di abbandonare le proprie case e giura di resistere all’invasione. Nel momento in cui l’esercito turco insieme con le sue bande si è avvicinato nel raggio di 1 km al centro della città, i civili si sono mobilitati contro gli invasori. Diversi convogli di veicoli sono stati organizzati dagli abitanti e gli attivisti hanno fatto il giro della città per esortare tutti a unirsi allo di scudo umano. Durante i 52 giorni degli attacchi, l’esercito invasore ha ucciso più di 290 civili.

Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di intervenire per fermare l’invasione turca di Afrin. E inoltre: • Facciamo appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché si batta in difesa della Risoluzione 2401, per non lasciare che il regime turco venga meno alle responsabilità per le proprie azioni nella regione di Afrin, Siria. • Esortiamo la comunità internazionale a mettere in atto il cessate-il-fuoco del Consiglio di Sicurezza ONU e a garantire la consegna di aiuti umanitari e sanitari per coloro che ne hanno disperato bisogno, ad Afrin e Ghouta. • Sottolineiamo il bisogno urgente dell’implementazione di una zona di non sorvolo sulla regione di Afrin per preservare vite e abitazioni civili, infrastrutture civili, monumenti significativi e siti di rilevanza culturale. Invitiamo la comunità internazionale ad aiutare la messa in atto della no-fly zone con truppe di pace e delegazioni di osservatori.  Vi aspettiamo in piazza Garibaldi, per rompere questo devastante e vergognoso silenzio!  Afrin è ovunque e ovunque è resistenza!

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