Sciopero alla Ag di Coenzo. Pcl: "Scene che non si vedevano dal Ventennio"

"I sindacalisti hanno dovuto quindi dialogare con la controparte davanti ad un mitra appoggiato su un tavolo: qualcosa che non crediamo avvenisse dal Ventennio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il Partito Comunista dei Lavoratori di Parma, sezione Frida Kahlo, intende esprimere solidarietà e felicitazioni ai 54 lavoratori dell'AG di Coenzo ed alle loro rappresentanze sindacali. Le RSU Fiom Franca, Sara e Simona, coadiuvate dall'ottimo Stefano Cerati, hanno saputo dare alla lotta il giusto grado di radicalità, ottenendo con il presidio davanti ai cancelli ciò che la proprietà non aveva ritenuto di dover dare nei 96 giorni precedenti: il pagamento di quanto dovuto ai Lavoratori.

Questo nonostante la proprietà si sia presentata in azienda casualmente in concomitanza ad una pattuglia di carabinieri. Questi uomini in divisa hanno ritenuto, non si capisce bene a che titolo, di dover presenziare al tavolo di trattativa. I sindacalisti hanno dovuto quindi dialogare con la controparte davanti ad un mitra appoggiato su un tavolo: qualcosa che non crediamo avvenisse dal ventennio. Senza entrare, come di costume, nel merito della battaglia sindacale (che comunque plaudiamo) non possiamo non condurre alcune riflessioni di fondo.
 
La prima riguarda una evidenza oramai quasi assiomatica: ogni volta che i Lavoratori decidono di tenere la schiena dritta, il padronato fa una serie di passi indietro: la lotta paga, immancabilmente. La seconda ci ricorda che un sindacalismo appassionato e sempre schierato a tutela dei lavoratori determina il discrimine (oggi più che mai letteralmente) tra mangiare e fare la fame. La terza riguarda la presenza dei carabinieri: non è possibile non trovare un filo conduttore che unisce questa inquietante presenza in un luogo di contrattazione sindacale, con i buttafuori al soldo della famiglia Catelli davanti a CFT, e più in generale all'inutile grado di militarizzazione di ogni evento implichi dissenso nella nostra città (ivi includendo quindi sia il Corteo contro il 41 bis che quello contro l'Inceneritore). Ci pare evidente l'intenzione di criminalizzare chi si discosta dalla volontà dei poteri forti, di incitare ad uno sguardo ansioso nei loro confronti, per evitare magari empatia o ascolto delle istanze.
 
E' qualcosa di vergognoso, che prelude alla fascistizzazione del nostro contesto sociale. Parma è altro, soprattutto nella tradizione dei luoghi di lavoro. In quest'ottica sono state veramente brave Franca, Simona e Sara (Delegazione Trattante) a gestire la pressione che altri volevano indurre.
Mandiamo loro e a tutti i lavoratori AG un abbraccio ed un saluto a pugno chiuso.
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