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Agenzia delle Entrate, i lavoratori in stato di agitazione: 'Degrado e insalubrità negli uffici di strada Quarta"

L'impianto di condizionamento non funzione e i lavoratori dell'Agenzia delle Entrate di Parma, che lavorano negli uffici di Strada Quarta, sono in stato di agitazione. "Non è più accettabile che i lavoratori siano costretti a svolgere la propria attività lavorativa in condizioni simili mettendo a repentaglio la propria salute"

L'impianto di condizionamento non funziona e i lavoratori dell'Agenzia delle Entrate di Parma, che lavorano negli uffici di Strada Quarta, sono in stato di agitazione: nei prossimi giorni potrebbero essere messe in campo azioni di mobilitazione e di agitazione. I lavoratori, riuniti in assemblea il 9 luglio, hanno approvato all'unanimità un documento all'interno del quale si denunciano le condizioni di degrado della struttura. "Non è più accettabile -si legge in un documento approvato il 9 luglio in assemblea- che i lavoratori siano costretti a svolgere la propria attività lavorativa in condizioni simili mettendo a repentaglio la propria salute, al pari di quella degli utenti che quotidianamente affollano l’ufficio"

IL DOCUMENTO APPROVATO DAI LAVORATORI - "I lavoratori della Direzione Provinciale di Parma, riuniti oggi in assemblea, denunciano per l’ennesima volta le condizioni in cui versa l’impianto di climatizzazione dello stabile di Strada Quarta, all’interno del quale, nei giorni scorsi si sono raggiunte punte di temperatura di 33-34° e percentuali di umidità superiori al 50%. Nel corso degli ultimi anni più volte è stata sollecitata una soluzione ai problemi dell’impianto, oramai obsoleto, della sede di Strada Quarta, ma oltre a un sistematico rimpallo di responsabilità tra l’Amministrazione e la proprietà, non si è andati oltre a qualche intervento palliativo, come i quattro motori dedicati del Front Office (installati a spese delle casse pubbliche e non della proprietà, come sarebbe corretto), intervento ottenuto con la mobilitazione dei lavoratori dopo che nell’inverno 2012-2013 i colleghi dell’U.T. hanno svolto il lavoro di sportello spesso con temperature di 13-14°. 

La mancata refrigerazione degli ambienti di questi giorni è solo l’ultimo capitolo di una serie di malfunzionamenti che negli ultimi anni hanno reso per lunghi periodi inadeguate le temperature  estive e invernali nell’ufficio. Gli interventi messi in campo nel corso del tempo sono stati non risolutivi di una situazione insostenibile. Se ciò non fosse abbastanza, quotidianamente il personale e gli utenti dell’ufficio fanno i conti con i continui guasti degli ascensori, la mancata sanificazione degli impianti di climatizzazione – per i quali si opera solo una sommaria pulizia dei filtri e non la disinfezione delle batterie contro la colonizzazione di batteri – e le condizioni igieniche generali dell’edificio, in cui non vengono svolte le pulizie straordinarie o in cui spesso manca la carta nei bagni. Non è più accettabile che i lavoratori siano costretti a svolgere la propria attività lavorativa in condizioni simili mettendo a repentaglio la propria salute, al pari di quella degli utenti che quotidianamente affollano l’ufficio. 

Non è più accettabile che l’Amministrazione, nonostante la probabile presenza a Parma di stabili demaniali, sia ubicata dal 2000 presso un edificio privato preso in locazione (il dato più aggiornato circa la spesa annuale per la locazione è di € di 470.379,44 + IVA; fonte: sito internet dell’Agenzia, sezione “Amministrazione Trasparente” / Beni immobili e gestione patrimonio / Canoni di locazione e affitto) e poi, in nome dei risparmi di spesa, si lasci un ufficio pubblico in condizioni di degrado come quelle che si osservano quotidianamente e di insalubrità, come emerge in questi giorni.

Non sono più accettabili i rimpalli di responsabilità tra Amministrazione e proprietà dello stabile quando le leggi vigenti suddividono con chiarezza la competenza degli interventi di manutenzione tra locatore e conduttore e comunque non possono essere i lavoratori a subire i contenziosi onseguenti all’unilaterale riduzione dei canoni prevista dal Decreto Legge 66/2014. Per questi motivi, i lavoratori della DP Parma e le organizzazioni sindacali, in assenza di interventi tempestivi e risolutivi e di un piano certo di investimenti sugli impianti, sull’igiene e sulla sicurezza dello stabile attueranno, già dai prossimi giorni, le forme di mobilitazione e di agitazione che si riterranno più opportune. Letto e approvato all’unanimità"
 

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