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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Sorbolo

Accoltella la compagna e le svuota la bottiglia di acido in testa: arrestato dopo un inseguimento di 300 chilometri

L’episodio a Sorbolo. Intervento dei carabinieri. Il 61enne era in regime di semilibertà e adesso è accusato di tentato omicidio aggravato e deformazione dell’aspetto della persona con lesioni permanenti al viso. La vittima ha 54 anni

L'acido sulla testa. A sfigurarla. Poi un fendente sul fianco. Una coltellata secca, violenta. Che rischia di ucciderla. Infine l'arresto. Dopo un inseguimento durato 300 chilometri. Con l'accusa di tentato omicidio aggravato e non solo. L'incubo va in scena lunedì 6 maggio, quando intorno alle 21 i carabinieri della Compagnia di Parma sono intervenuti in un condominio di Sorbolo Mezzani, a seguito di una aggressione contro una donna, allertati da un passante. Il tempestivo intervento dei militari, la pronta reazione di alcuni testimoni e l’immediato soccorso da parte dei sanitari hanno evitato il peggio. 

Una donna, 54enne del posto, è stata vittima di una brutale aggressione da parte del compagno e padre dei due figli maggiorenni. Un compagno detenuto da alcuni anni nel carcere di Parma, in forza di un cumulo di pene che l’hanno condannato all’ergastolo per gravissimi reati contro la persona commessi alcuni decenni fa. Lo stesso recentemente era stato ammesso al regime della semilibertà con possibilità di assentarsi per porzioni più o meno ampie di tempo, per recarsi a lavorare e incontrare i propri affetti, con l’obbligo di rientrare e pernottare in carcere. Anche la giornata del 6 maggio si era svolta alla stessa maniera. Mattinata al lavoro presso un’azienda del territorio, la sera a cena con compagna e figlia e poi sarebbe dovuto rientrare a dormire in via Burla presso la Casa Circondariale, e invece non è andata così. 

L’uomo 61enne avrebbe iniziato a litigare con la compagna per motivi futilissimi, e poi avrebbe preso una bottiglia di acido svuotandola sul capo della compagna, che poi sarebbe stata colpita con un fendente al fianco. 

Le disperate urla dei presenti di chiamare i carabinieri e le vicine sirene in avvicinamento portano l’uomo ad allontanarsi dalla zona.

La ricostruzione dei fatti avviene in maniera molto rapida, consentendo agli investigatori dell’Arma di guadagnare tempo prezioso sia per poter curare la donna, sia per mettersi sul sentiero giusto per catturare il presunto responsabile, allontanatosi a bordo di una vettura. 

L’analisi info-investigativa del soggetto, partendo dai suoi collegamenti familiari, unitamente al monitoraggiodei vari dispositivi ottici di lettura targa, ha permesso di individuare la sua presunta direzione di fuga. Immediatamente un dispositivo di militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Parma si è posto all’inseguimento del presunto autore dei fatti, attivando nelle ricerche i comandi Arma territorialmente competenti sull’itinerario individuato. Questa sinergia fra vari Reparti dell’Arma dei Carabinieri presenti fra le provincie di Parma, Firenze e Arezzo, ha consentito di intercettare il mezzo del fuggitivo a 300 chilometri di distanza e bloccarlo in sicurezza nei pressi di una stazione di servizio in prossimità del casello di Arezzo, in collaborazione con i militari di Figline Valdarno (Firenze) ed Arezzo.

La donna ha riportato ustioni permanenti al capo ma non è in pericolo di vita. 

L'uomo è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma, oltre che per l’evasione anche con l’accusa di tentato omicidio aggravato e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

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