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Sovescio: "Ragazzo albanese aggredito da un gruppo di neofascisti"

"Nella notte tra il 30 e il 31 maggio un ragazzo albanese, abitante dello Spazio Popolare Autogestito Sovescio, è stato riconosciuto da un gruppo di nazifascisti ed aggredito in piena via d'Azeglio"

Un'aggressione a sfondo razziale e politico. Nella notte tra il 30 e il 31 maggio un giovane ragazzo albanese, abitante dello Spazio Popolare Autogestito Sovescio, è stato aggredito -secondo il suo racconto- da un gruppo di neofascisti mentre si trovava seduto ai tavolini di un bar di via d'Azeglio. Secondo quanto ricostruito dal giovane tre persone lo avrebbero preso di mira, sferrandogli alcuni pugni in faccia. Il giovane è stato subito medicato con alcuni punti di sutura al Pronto Soccorso.

LA NOTA DEL SOVESCIO- "Nella notte tra il 30 e il 31 maggio un ragazzo albanese, abitante dello Spazio Popolare Autogestito Sovescio, è stato riconosciuto da un gruppo di nazifascisti ed aggredito in piena via d'Azeglio. Il ragazzo ha subito varie lesioni ed è stato immediatamente portato al Pronto Soccorso, dove gli sono state medicate le varie ferite al volto. Questo fatto, di per sé gravissimo (aggressione a sfondo politico e razziale) assume caratteri ancora più inquietanti se inserito nel contesto di questo periodo, sia a livello locale che nazionale. Per quanto riguarda la nostra città, appena due settimane fa un noto circolo dell'oltretorrente, la Famija Pramzana, aveva concesso i suoi locali per un'iniziativa di finanziamento di due gruppi nazifascisti, Forza Nuova e Veneto Fronte Skinhead; la pronta reazione dei gruppi antifascisti ha fortunatamente impedito il realizzarsi di questo evento, facendo pressioni sul circolo e convocando un presidio pubblico. Tuttavia anche in questa occasione questi nostalgici del ventennio e del reich hanno tentato di provocare e pestare tre compagni, a cui sono state lanciate bottiglie nel pieno centro storico della nostra città. Ad un livello più ampio non devono essere dimenticate le varie aggressioni portate avanti contro militanti rivoluzionari, come successo a Cremona, dove camerati di Casa Pound hanno assaltato il Centro Sociale Dordoni riducendo in fin di vita Emilio; non vanno dimenticate le botte contro gli operai della logistica in sciopero, gli assalti con manganelli e bastoni contro i picchetti dei lavoratori; non va dimenticata l'alleanza politica e il continuo supporto alle campagne razziste e populiste dell'”uomo forte” del momento, il leghista Matteo Salvini. Tutti questi elementi ci spingono a valutare questi fatti come gravi e pericolosi, non solo per l'incolumità fisica dei militanti e dei simpatizzanti, ma soprattutto per le conseguenze che possono avere, se non ostacolati e combattuti con determinazione. Non vogliamo nazisti e fascisti nei nostri quartieri. Nessuno spazio per la loro presenza e la loro propaganda. Le nostre strade le vogliamo libere dall'odio e dal razzismo". 

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