Alcolismo giovanile, dati shock: "Il cocktail con le droghe provoca danni irreparabili"

Gli adolescenti - secondo uno studio del Sert di Parma - sono sempre più 'narcisi', vogliono emergere nel modo sbagliato. E mischiano sostanze che possono risultare letali

L’uso e l'abuso di alcol precoce è in costante aumento nelle realtà urbane. Un aumento che va di pari passo con l'abbassarsi dell'età media che riguarda i consumatori, che spesso sono nella fascia compresa fra i 12 e i 18 anni. Dal 2015 c'è stato un aumento sensibile. Da 476 a 538, con incremento del 20,4%. Un aumento significativo che mantiene la caratteristica di un'età più elevata per gli utenti in trattamento per problematiche relative all'alcol e al gioco d'azzardo e di droga. Il genere si conferma prevalentemente di sesso maschile (79%). Oltre ai numeri, il dato che colpisce è che  si è passati dal consumo di sostanze psicoattive ad azione sedativa al consumo di sostanze ad azione stimolante, chiaramente insieme all'alcol. Questa tendenza va messa in correlazione al mutamento generale dello stile di vita e ai cambiamenti culturali. Oggi l'adolescente non chiede tanto una sedazione dell'angoscia, quanto, la possibilità di potenziare le capacità performanti per essere più brillanti e aumentare lo “splendore narcisistico”.

In questo scenario l'alcol è la sostanza perfetta. A dosi progressivamente crescenti il primo effetto dell'alcol è quello di eccitamento e disinibizione sulle funzioni psichiche e comportamentali. L'azione sedativa dell'alcol sulla corteccia cerebrale - spiegano i medici del Sert che hanno in cura pazienti di tutte le età - libera le zone corticali generando euforia. Per questo l'effetto ambiguo e paradossale è definito “un sedativo che euforizza”. L'alcol è inoltre la sostanza “passepartout” costituendo spesso lo sfondo per l'uso di altre sostanze dal THC alle amfetamine passando dalla cocaina, ketamina e i catinoni sintetici. Può essere quindi usata come sostanza trasversale, di partenza, di fine uso, di ricaduta o sostitutiva di altre. Negli ultimi anni si è osservata negli adolescenti una crescente predisposizione ad anticipare l'età di esordio del primo contatto con l'alcol.

Questo fenomeno determina un'interferenza neurotossicà sul normale sviluppo delle aree cerebrali con maggiore vulnerabilità per alcune aree del cervello come la corteccia frontale, l'ippocampo, l'amigdala, la sostanza bianca. Queste interferenze generano inevitabili riflessi sulla regolazione emozionale e cognitiva, disfunzioni ormonali, alterazioni dello sviluppo psico-fisico, alterazioni della connessione fra i vari centri cerebrali. L'esito nella tarda adolescenza è lo sviluppo di una dimensione temperamentale impulsiva compulsiva che può assumere varie traettorie di tipo psicopatologico nell'età adulta come depressione, ansia, psicosi, ideazione suicidaria, gravi deficit cognitivi. I danni generati dall'alcol si manifestano anche a distanza di anni dalla sua sospensione. Da queste evidenze ne conviene che è imprescindibile intervenire sulle forme di alcolismo precoce per poter evitare che si verificano alterazioni funzionali e poi strutturali del cervello con campagne di prevenzione primaria e sensibilizzazione della popolazione giovanile ma anche di cura e riabilitazione attraverso la rete alcologica operativa sul territorio. 

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