Non pagano gli stipendi e picchiano il sindacalista che chiede spiegazioni

Il racconto di Aldo Giammella, segretario della UilTuCS, che ha ricevuto calci e pugni dai titolari di un'azienda che non ha retribuito due lavoratrici. "Sono pronto a non denunciare se pagano quanto dovuto"

Apparentemente una vertenza come altre, solito iter, ricezione di lamentele e richiesta di difesa di diritti calpestati per i lavoratori. L'epilogo non è stato certo come altri. E' Aldo Giammella, segretario responsabile UILTuCS (Turismo Commercio e Servizi) di Parma a raccontare quanto accaduto: "Due lavoratrici di un'impresa di pulizie industriali si sono recate da noi per chiedere aiuto. Avendo lavorato per i mesi di ottobre e novembre 2010 senza aver percepito uno stipendio, hanno deciso di lasciare il lavoro. Come da procedura, abbiamo contattato via mail l'azienda. Eravamo riusciti a concordare una rateizzazione dei pagamenti tra il 30 aprile e primi di maggio. Tuttavia, nulla si era mosso. Per questo abbiamo inviato un comunicato all'azienda per chiedere cortesemente di dar conto di quanto accaduto, altrimenti saremmo pasasati alle vie legali".

Una situazione anomala si è presentata per il sindacato. Gli stessi atteggiamenti ostili lamentati dalle ex dipendenti sono stati riscontrati anche da una componente del sindacato.
"Mi è sembrato giusto intervenire personalmente - continua Giammella -, recandomi sul posto per accompagnare le ex dipendenti, evidentemente spaventate, e avere un incontro verbale per ottenere spiegazioni. Si tratta di due ragazze molto giovani e  forse per questo ancor più fragili, si sono trasferite dal sud Italia per lavorare. Mi sono sentito in dovere di aiutarle".

Un incontro che non è andato a buon fine. Ad accogliere Giammella e le ex dipendenti, due giovani  ragazzi responsabili dell'impresa. "Nel chiedere spiegazioni in merito alla mancata ricezione di quanto dovuto, ci siamo sentiti rispondere: "Soldi oggi non ce ne sono, venite domani!" Un' affermazione inaccettabile e irrispettosa. Per aver osato controbattere siamo stati cacciati fuori, ho subìto pugni e calci. Non potevamo fare altro che scappare, ero preoccupato sopratutto dell'incolumità delle giovani ragazze".

Un'aggressione costata a Giammella il Pronto Soccorso, con una prognosi di tre giorni. Non è stata ancora sporta denuncia da parte dell'aggredito che, tuttavia, non ha ricevuto alcun comunicato di scuse da parte dell'azienda.
"Evidentemente tutto questo è significativo del modo in cui l'impresa trattasse i lavoratori se io, che sono un estraneo, ho ricevuto un trattamento simile. Ma la denuncia è l'ultimo degli aspetti. Mi auguro che si possano ancora sistemare le cose e, nel caso si giungesse a un accordo sui termini contrattuali della vicenda, sarei pronto a non denunciare nessuno. Si tratta di cifre davvero basse, 700 euro a dipendente, sarebbe l'ideale riuscire a risolvere senza ricorrere alle vie legali perchè non ne varrebbe neanche la pena per loro in termini economici. Ma si tratta di un diritto negato, questa è la battaglia che vogliamo risolvere".

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