menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Esondazione del canale Burla, Dall'Olio: "Un evento annunciato"

"L’ennesima esondazione del canale Burla -si legge in una nota di Nicola Dall'Olio- è una calamità prevista e annunciata frutto della pessima stagione urbanistica delle precedenti amministrazioni e della conclamata inconcludenza di quella attuale

"L’ennesima esondazione del canale Burla -si legge in una nota di Nicola Dall'Olio- è una calamità prevista e annunciata frutto della pessima stagione urbanistica delle precedenti amministrazioni e della conclamata inconcludenza di quella attuale. Già dal 1999 l’area a nord dell’autostrada tra il canale Burla e il canale Naviglio era stata individuata come area ad alto rischio idraulico. Ciò nonostante proprio in quella zona a partire dai primi anni 2000 si sono concentrate enormi previsioni urbanistiche con speculazioni fondiarie e intrecci tra politica e affari che, nel caso della SPIP, sono tuttora oggetto di indagine da parte della magistratura.

Alcune di queste previsioni, come appunto quelle della SPIP 2 e SPIP3, sono rimaste inattuate con conseguente fallimento della società. Altre, come i comparti commerciali dove sorgono IKEA e Parma Retail, sono state realizzate dando luogo ad estese impermeabilizzazioni di suolo che hanno a loro volta incrementato il già critico carico idraulico. Proprio per ridurre il rischio idraulico, le convenzioni urbanistiche approvate nel 2007 ponevano a carico dei soggetti attuatori dei due comparti la realizzazione di una cassa di espansione sul canale Burla e il risezionamento del tratto del canale a monte della stessa.

Purtroppo, benché i centri commerciali con relativi parcheggi ed urbanizzazioni siano stati costruiti ed aperti, la cassa che doveva contenere il maggiore deflusso causato dalle aree impermeabilizzate non è mai stata realizzata e il risezionamento del canale si è trasformato in un intombamento che ha incrementato invece di diminuire il rischio di esondazione. E così nel maggio 2010 si è avuto un primo allagamento a cui ha fatto seguito l’esondazione ancora più estesa dell’aprile 2013 che ha interessato le frazioni di Ravadese e Case  Vecchie e i poderi circostanti. Gli stessi finiti di nuovo sott’acqua nei giorni scorsi.

Le responsabilità di questo scempio urbanistico e territoriale che sta causando ingenti danni e costi a carico dei residenti e della collettività sono da ascrivere ai protagonisti di quella stagione politica, la stessa che ha portato al fallimento della SPIP, alla sovra dotazione di aree commerciali, all’indebitamento del Comune e delle società partecipate. Resta però una domanda: che cosa ha fatto l’attuale amministrazione comunale 5 stelle in questi due anni e mezzo per fare rispettare gli impegni presi nelle convenzioni urbanistiche e mettere in sicurezza idraulica la zona? Dall’insediamento di Pizzarotti si sono già verificate due esondazioni, una all’anno. Cosa aspetta il Sindaco per attivarsi? La prossima annunciata esondazione?"

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Ponte Verdi sul Po: chiusura totale domenica 28 febbraio

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Covid: oltre 160 casi e due morti

  • Cronaca

    Teatri e cinema riapriranno il 27 marzo

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento