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Ripulitura di fossi e canali, protezione civile comunale e cittadini al lavoro

Durante l'estate il Comune lanciò la campagna informativa "Di là dal fosso", per ricordare ai cittadini che "un fosso pulito può evitare l'allagamento di un quartiere", ecco i primi risultati

Durante l’estate il Comune lanciò la campagna informativa “Di là dal fosso”, per ricordare ai cittadini che “un fosso pulito può evitare l’allagamento di un quartiere” e che pulire fossi e canali per i frontisti è un obbligo di legge, ma è soprattutto un dovere civico verso al comunità. L’informazione, ovviamente, non poteva restare un fatto isolata, ma aveva bisogno di essere accompagnata da interventi e azioni da parte degli organismi di protezione civile preposti a questo tipo di controlli. Da allora è trascorso qualche mese, ed è tempo di  un sia pure parziale bilancio.

I problemi da risolvere restano tanti e complicati, ma il messaggio è arrivato a destinazione e i primi risultati cominciano a vedersi, anche per effetto di un quadro nazionale che ha evidenziato in più occasioni come non si possa far finta di nulla per la gestione del regime di acque superficiali. I recenti eventi calamitosi (si pensi prima di tutto alla Sardegna, ma anche alla Calabria e a quanto accaduto a Pescara) dimostrano che non si può abbassare la guardia e confermano che il progetto del Comune di Parma per garantire interventi sistematici di pulizia di fossi e canali è quanto mai opportuno, affinchè si eviti l’allagamento di interi quartieri come successe l’anno scorso a San Prospero.

Il progetto si propone come obiettivo la pubblica incolumità e la tutela del territorio, attraverso la mappatura delle principali criticità idrauliche presenti e gli interventi utili alla loro soluzione.
Dopo la necessaria fase di rodaggio, i tecnici del servizio protezione civile comunale si sono messi al lavoro “sul campo”: hanno analizzato buon parte del territorio comunale a nord della città ed hanno effettuato oltre 60 sopralluoghi su segnalazione dei cittadini . E i risultati cominciano a vedersi: “Già dopo la conferenza stampa di presentazione del progetto – fanno notare gli operatori – prima ancora della distribuzione del depliant informativo, ci siamo resi conto, ispezionando il territorio, che molti cittadini avevano risposto in maniera positiva all’appello del Comune, ripulendo fossi e canali sul fronte strada della loro proprietà”.

La  ricognizione sul territorio ha naturalmente evidenziato anche tante situazioni di criticità. In quei casi i tecnici comunali hanno usato l’arma dell’informazione e dell’invito a risolvere i problemi, ottenendo spesso risposte positive.
“Credo – commenta l’assessore all’ambiente Gabriele Folli -  che questo lavoro sia assolutamente prezioso, perché ci consente di diminuire i rischi di dissesto idrogeologico che colpisce il nostro territorio e di mettere in sicurezza strade, quartieri e frazioni che, in caso di piogge intense, avrebbero rischiato di vedere allagati cortili e garage. Naturalmente il lavoro deve proseguire, perché risulta efficace solo se continuativo ed esteso su tutto il territorio comunale e anche sovracomunale. Intanto ringrazio i cittadini che hanno capito il senso dell’iniziativa e che si sono resi disponibili a fare la loro parte, e ringrazio anche coloro che hanno fatto le segnalazioni, che per noi sono preziose. Se volessimo coniare uno slogan direi che la manutenzione ordinaria è la grande opera di cui ha bisogno Parma oggi, e questo ne è un ottimo esempio”.

Le immagini scattate dagli operatori “prima e dopo la cura” sono emblematiche rispetto alla situazione: si vedono diversi casi in cui  rami, rifiuti e arbusti nascondevano letteralmente i fossi e occludevano i tombini (è questo l’aspetto più pericoloso), mentre ora (quelli fotografati) risultano puliti e adeguati per governare il passaggio delle acque, grazie agli interventi effettuati dal frontista, su sollecitazione della protezione civile. Particolarmente significativa la situazione del ponte sul torrente Parma a Castelnuovo di Golese, che era letteralmente occluso da centinaia di tronchi e rami arrivati a valle con le piene: In questo caso l’intervento è stato effettuato da AIPO, che ha fatto propria la richiesta di collaborazione da parte del Comune.

Ora importanti interventi sono  in via di realizzazione per la messa in sicurezza di zone già colpite da precedenti eventi alluvionali come a San Prospero e in Via Budellungo. Molto resta ancora da fare.
I sopralluoghi e gli interventi proseguono con la positiva collaborazione tra i settori del Comune e con gli enti pubblici coinvolti (AIPO, Autorità di Bacino, Consorzio di Bonifica e Consorzio Naviglio Taro).

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