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Alluvione del Baganza, chiuse le indagini: Pizzarotti accusato di disastro colposo aggravato

Il sindaco, che è indagato insieme a Alifraco, Pattini, Noè, Mainetti e Puma su Facebook: "Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare, prima, durante e dopo. Mattino, pomeriggio e sera"

La Procura della Repubblica di Parma ha depositato l'avviso di fine indagine per l'alluvione del 13 ottobre del 2014, che devastò il quartiere Montanara, provocando danni milionari e feriti. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è indagato per disastro colposo, insieme a Maurizio Mainetti, responsabile della Protezione Civile regionale, Gabriele Alifraco, ec dirigente della Provincia, Gaetano Noè, ex comandante della Polizia Muncipale, Claudio Pattini, responsabile della Protezione Civile comunale e Francesco Puma, ex segretario generale dell'Autorità di Bacino del fiume Po. Il sindaco si difende su Facebook dalle pesanti accuse: "Abbiamo fatto tutto quel che si doveva fare prima, durante e dopo". Secondo la Procura della Repubblica tuttavia non è così: nell'avviso di chiusura indagini si fa riferimento a gravi mancanze e lacune: "Il sindaco Pizzarotti non diede l'allarme neanche dopo il crollo del ponte Navetta". L'inchiesta, coordinata dalla Pm Paola Dal Monte, porta alla luce una situazione molto grave: secondo l'accusa infatti "pur essendovi obbligato già a partire dal 2012 il sindaco non aggiornò il piano comunale di Protezione Civile". Sempre secondo l'accusa il sindaco non esercitò il suo potere di attivazione della fase di preallarme/allerta "neanche a seguito del crollo del ponte Navetta. Oltre a questo il sindaco "non provvedeva neanche ad aggiornare i nominativi delle funzioni di supporto e i relativi contatti telefonici, fax e email, utili a consentire la necessaria divulgazione delle informazioni all'interno della struttura di protezione civile e del Comune di Parma, rendendo di fatto impossibile la conoscenza di tutte le allerte pervenute a partire dall'8 ottobre 2014 e fino al 13 ottobre 2014". Oltre a questo secondo il Pm il sindaco non avrebbe attivato il presidio territoriale. 

La difesa di Pizzarotti su Facebook

Il primo cittadino ha scritto un post su Facebook subito dopo aver ricevuto l'avviso di chiusura indagini. "Oggi mi è stata comunicata l’informazione della chiusura delle indagini sull’alluvione del 2014. Un fatto drammatico che ci ha colpito nel profondo. Ma lo sapete: come comunità l’abbiamo affrontato e ci siamo rialzati. Tutti insieme, spalla a spalla. Ricordo bene quelle ore e quei giorni. Eravamo tutti lì, nella sala operativa a coordinare i lavori e gli interventi, o per le strade a spalare acqua e fango. Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare, prima, durante e dopo. Mattino, pomeriggio e sera. Una #Parma che ha agito come una squadra. Un sindaco, però, è sempre in prima fila. Oneri e onori. L’unica categoria politica che ha sempre meno poteri ma il massimo delle responsabilità. Nonostante tutto siamo persone, a volte sentiamo le dita puntate addosso, i giudizi facili, le lamentele per scaricare le proprie responsabilità su qualcuno. Ma andiamo sempre avanti: io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, nel rispetto e a tutela dei miei concittadini. Infine, con estrema chiarezza continuerò a tenere aggiornati i parmigiani sugli sviluppi della vicenda". 

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