Opposizione contro il sindaco: "Consiglio straordinario sull'alluvione"

Le opposizioni in consiglio unite per chiedere chiarezza al sindaco Pizzarotti sulle procedure adottate nelle fasi di emergenza per l'esondazione del Baganza. Guarnieri: "Ci sarebbe stato il tempo di contenere l'emergenza"

“E’ vero che ci sarebbe stato il tempo per attivare le procedure d’emergenza e contenere il danno dell’esondazione?” E’ quanto si chiedono le sigle di opposizione in consiglio comunale che compatte lanciano un chiaro messaggio al sindaco Pizzarotti per avere chiarezza sulle procedure avviate da quel fax di pre allerta sino all’esondazione del Baganza. Chiarimenti in Consiglio Comunale con una seduta monotematica e l’accesso agli atti amministrativi sugli avvisi di pre allerta quanto chiesto dall’opposizione nel corso di una conferenza stampa. “L’area più colpita dall’alluvione è già nota da tempo come area a rischio esondazione. Per quella zona si poteva avere un piano d’emergenza, mettendo subito in atto misure di prevenzione con l’arrivo del pre allarme – tuona Nicola Dall’Olio, Pd -. Il fatto di non avere avuto vittime per il crollo del ponte è dovuto solo a quelle persone che si sono prese più responsabilità del dovuto chiudendo il ponte e la strada di via Navetta. Grazie a loro si è potuto evitare il peggio ma certo non grazie alle direttive arrivate dal Comune. Sinora dal sindaco abbiamo avuto solo risposte contraddittorie, indice di un’evidente inadempienza. Il sindaco deve avere l’umiltà di dire come stanno le cose e prendersi le sue responsabilità”.

Di Giuseppe Pellaccini,  Udc, un’interrogazione del 2012 riguardo la cassa di espansione del Baganza, ricordata anche nel corso di una serie di incontri del dicembre dello stesso anno con la vicesindaco Paci e i presidenti di quartiere, per discutere delle diverse problematiche lasciate in sospeso dalla precedente amministrazione. “Avere una delega assessoriale significa curarsi dell’aspetto organizzativo in caso di emergenze. Il sindaco invece non se ne è mai occupato – sottolinea Pellacini -, se tutto ciò è accaduto vuol dire che chi doveva gestire l’emergenza ha lasciato nel cassetto la delega alla Protezione civile. Tacciare i giornalisti e l’opposizione di terrorismo non giova alla situazione, come neanche i suoi tweet, con i quali siamo andati poco lontano. Forse sarebbe stato meglio coordinare un ufficio di emergenza. Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza su questi aspetti”. A chiedere di rinviare l’ordine del giorno per discutere unicamente dell’emergenza alluvione e avere risposte dal sindaco è anche Maria Teresa Guarnieri, Altra Politica, che definisce inaccettabile incolpare la vetustà di comunicazione via fax. “Dato che in ballo possono esserci vite umane, invito il sindaco a chiarire la sua posizione e attrezzarsi affinchè ciò che è accaduto prima non possa ripetersi”.

Paolo Buzzi, Forza Italia, sottolinea: “O il sindaco mente sul fatto di non aver ricevuto notizie a tempo debito o c’è stata grave negligenza nelle comunicazioni sottovalutando la portata dell’emergenza. Il fax di pre allerta era arrivato anche alla Telcom, perché non si è attivata dato che sapeva di avere la centralina in un punto a rischio allagamenti? E’ necessario che ognuno si prenda la proprie responsabilità, soprattutto da parte di chi è il primo a dover tutelare il territorio”. Su quanto si sarebbe potuto fare negli anni scorsi e non è stato fatto Buzzi rimarca la presenza di un protocollo datato 2011 con Aipo e ente regionale che, secondo quanto sottolineato, sarebbe dovuto essere  il passo iniziale per trovare i finanziamenti residui necessari per poi procedere. “Non abbiamo potuto dare seguito al progetto, il vero nemico è la burocrazia che, tra autorizzazioni e enti sovra ordinati allunga i tempi di un iter che potrebbe essere molto più veloce. Non è vero che è necessario molto tempo per realizzare una cassa d’espansione, occorrono 12 mesi”.

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A chiedere un confronto con i militanti del M5S Ettore Manno, PCI, che lancia un messaggio di solidarietà ai cittadini del Montanara: “Non saranno lasciati soli e hanno diritto a essere rappresentati davanti a quanto accaduto”. Un gioco al rimpiattino sulle responsabilità definito inaccettabile da Roberto Ghiretti, Parma Unita, che esorta l’amministrazione a prendere coscienza dell’operato dei giorni dell’alluvione per evitare di ricadere in futuro negli stessi errori: “Esigiamo chiarezza, anche da parte dei cittadini, vogliamo capire cosa è stato fatto e non ci bastano più le risposte contraddittorie avute sinora”.

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