Emergenza alluvione, FNS: "Pompieri in prima linea, ma con i soliti problemi"

"Si opera - si legge nella nota della FNS - con dotazioni personali insufficienti a garantire una adeguata protezione, ovvero con vestiario non adeguato del personale operativo ordinario, con battelli pneumatici e imbarcazioni dotate di motori spesso obsoleti"

"Ancora una volta - si legge nel comunicato della FNS (Federazione Nazionale Sicurezza) di Parma - la provincia di Modena è stata interessata da una drammatica alluvione che si abbatte su zone già martoriate dal forte terremoto del 2012 e i Vigili del Fuoco, come al solito, stanno operando incessantemente per soccorrere la popolazione, in alcuni casi ancora in pericolo ed all’interno delle proprie abitazioni.

Un forte sentimento di vicinanza e solidarietà vada a tutto il personale impegnato ed in particolare, ai colleghi di Modena che ancor prima di essere soccorritori, sono cittadini di questa terra e vivono questa emergenza in forma duplice e diretta, anche coinvolgente le proprie famiglie in questi drammi della vita quotidiana.
Personale che tra l’altro, era già stato fortemente provato dal terremoto, questione non ancora chiusa, e si trova oggi a rincorrere di nuovo ed eccezionalmente l’ennesima calamità, in condizioni di affanno, stanchezza e stress più che comprensibili. Proprio per questo, stiamo seguendo da vicino questa fase emergenziale con particolare attenzione, proprio perché non ci siano problemi o che gli stessi, possano essere rappresentati tempestivamente al Dipartimento per risolverli.

Pompieri provenienti da tutta la regione Emilia Romagna e non solo, con le loro sezioni operative, anche da parti più lontane del paese, stanno quindi dando il massimo dell’impegno pur operando in condizioni rese difficoltose dagli scenari incidentali e anche dovute dalle criticità strutturali che più volte sono state denunciate e su cui il Dipartimento non può più tergiversare e risolvere con determinazione, senza più scusanti.
Si opera con dotazioni personali insufficienti a garantire a tutto il personale una adeguata protezione e sicurezza contro il rischio acqua, ovvero le tenute fluviali e ATP, con vestiario non adeguato del personale operativo ordinario, con battelli pneumatici e imbarcazioni dotate di motori spesso obsoleti e che mal si addicono alla efficacia ed efficienza che un servizio di soccorso in queste emergenze dovrebbe avere.

Senza considerare gli automezzi delle CMR (colonne mobili regionali) che ormai sono al limite della loro sostenibilità in quanto trattasi di veicoli ormai risalenti agli anni ‘80/’90 e quindi anche su questo è ormai necessario accelerare il processo di rivisitazione e sostituzione con quelli nuovi in fase di allestimento, il sistema di protezione civile che il Corpo offre con le sue colonne mobili non può più attendere, c’è bisogno di più mezzi fuoristrada 4X4 per i comandi provinciali, si rischia di pregiudicare tutto il sistema con i conseguenti riflessi negativi sul funzionamento del Corpo, quindi sul servizio ai cittadini in caso di emergenza e soccorso. Così come deve essere rivista l’impostazione tecnica organizzativa data recentemente dal Dipartimento, questa emergenza deve insegnare, così come le altre recenti emergenze alluvionali che hanno colpito la Sardegna, la Liguria o le emergenze per terremoto che in altre parti del paese stanno impegnando i nostri operatori.

Risulta chiaro che i Vigili del Fuoco si occupano a 360° di soccorso e quindi tutti gli operatori concorrono in egual misura alle emergenze, senza sterili ed improduttive settorialità. Si deve pertanto procedere anche rispetto a quanto abbiamo più volte denunciato, e cioè in queste circostanze assume sempre più rilevanza l’opera di prevenzione previsione dei rischi di questo genere, anche per diminuire gli evitabili costi sociali che si abbattono sulla collettività, e che si verificano al momento in cui assistiamo a queste tragedie.

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Di questi elementi il Governo ne deve essere consapevole ed assumersi la responsabilità politica di come affrontare le questioni che da anni muoviamo nell’interesse della collettività, i Vigili del Fuoco ci sono sempre e non ci sono più scusanti! I vertici del Dipartimento devono
invece occuparsi sul come dare risposte ragionevoli al personale ed al servizio, nei termini che più si addicono agli aspetti di questo lavoro, innegabilmente ed oggettivamente “specifico” ed “essenziale” per il paese."
 
 
 

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