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Alluvione a Sala Baganza del 2011. Favia: "Dalla Regione nessun risarcimento ai privati"

La Giunta ha risposto all'interrogazione del consigliere regionale sulla bomba d'acqua che colpì i comuni di Fornovo, Collecchio e Sala Baganza nel giugno del 2011: "La Regione se ne lava le mani"

Nessun risarcimento diretto da parte della Regione per gli alluvionati di Sala Baganza. È quanto l'assessore Paola Gazzolo ha sancito rispondendo a una interrogazione presentata dal consigliere regionale indipendente Giovanni Favia sull'alluvione che colpì alcuni comuni del Parmense nel giugno del 2011 e che provocò una vittima e danni per 25 milioni di euro ad aziende, abitazioni private e infrastrutture pubbliche.

"A tre anni esatti dal disastro che mise in ginocchio i comuni di Fornovo, Sala Baganza e Collecchio, la Regione ha abbandonato di nuovo i cittadini di quei territori - commenta Favia -. Nella mia interrogazione avevo chiesto alla Giunta sia di mobilitarsi in tutte le sedi nazionali per rivendicare il diritto al risarcimento di queste persone e sia di provvedere con risorse proprie ad un primo indennizzo. La risposta dell'assessore Gazzolo, invece, oltre ad elencare gli interventi già effettuati sulla messa in sicurezza del territorio dopo l'alluvione, non fa altro che scaricare ogni responsabilità sul Governo, lavandosene completamente le mani e sostenendo che ogni indennizzo ai privati spetti, secondo la normativa vigente, allo Stato e non alla Regione.

Una motivazione - aggiunge Favia - che non fa che confermare quanto avevo già detto su questa storia e cioè che la Giunta, con il suo atteggiamento, ha creato alluvionati di seria A e alluvionati di serie B. Semplicemente indecente". Oltre all'interrogazione il consigliere Favia aveva presentato una risoluzione, che sarà discussa in aula, per impegnare la Giunta a farsi carico con proprie risorse al risarcimento danni ai privati dei tre comuni. "Spero che almeno in quella occasione - conclude Favia - l'Assemblea possa avere un atteggiamento diverso verso questa grandissima ingiustizia".

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