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Ambiente e inquinamento, Rete Ambiente Parma "aumento di decessi in Italia come durante la guerra"

Un aumento della mortalità salito di più del 10%, alta pressione su tutta l'Italia che costringe lo Stato a rivedere le strategie anti inquinamento messe in atto negli anni. Quali sono le vere fonti di decesso nel nostro paese? Un articolo a firma di Giuliano Serioli ambientalista coordinatore di Rete Ambiente Parma.

Aspettative di vita arretrate, decessi in aumento e allarmi in tutta Italia per lo smog. Il panorama Italiano in questo ultimo periodo dell'anno non poteva che essere più grigio. Ma quali sono le fonti dell'inquinamento che attanagliano la nostra penisola? Come possiamo disincentivare questa lunga impennata negativa? Che connessioni esistono le polveri sottili e le fonti di riscaldamento derivanti da energie "rinnovabili"?

L'ambientalista e coordinatore di Rete Ambiente Parma, Giuliano Serioli, ce ne parla nel suo articolo "Le inspiegabili morti del 2015" : 

Nel 2015 il numero di morti nel nostro Paese è salito dell'11,3%. Come durante la guerra. In un anno ci sono stati 67mila decessi in più rispetto al 2014. 

«Si è passati cioè da una media di meno di 50mila al mese a una di oltre 55mila. Il numero è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918», scrive il professor Blangiardo. 

Nel 2013 e nel 2014, tra l’altro, il numero dei morti era calato, ma sempre di poco: mai si erano raggiunte percentuali in doppia cifra. 

Pare che gli incrementi maggiori siano in gennaio-febbraio-marzo: rispettivamente 6.000-10.000-7.000 in più.  Una correlazione, quindi, tra mesi freddi e crescita dei numeri.  Mesi in cui ci si riscalda di più nelle abitazioni.

Qualcuno ha ipotizzato come causa l'influenza per gli anziani per il fatto che molti non si sono vaccinati causa un allarme infondato sui vaccini. Ma tutti convengono sia impossibile che una malattia stagionale abbia prodotto quei numeri. I dati regione per regione ci diranno di più. 

Se i numeri si riferissero in gran parte al Nord Italia, sarebbe evidente l'influenza del grave inquinamento atmosferico della Pianura Padana. Ma, anche fosse, perché quest'anno e non anche i precedenti? Un bel mistero, ancora più fitto se i numeri fossero sparsi un po' in tutte le regioni.

Come Rete Ambiente Parma arriviamo ad ipotizzare che tra le cause ci sia l'accumulo di benzopirene ed ossidi di azoto dovuti al ritorno massiccio al riscaldamento domestico a legna a partire dal 2008, anno della crisi economico-finanziaria, ed allo sviluppo abnorme delle centrali a cippato di legna soggette a finanziamenti ed incentivi pubblici.

La scorsa estate avevamo mandato una richiesta all'Usl. Volevamo conoscere i dati delle morti per tumore o per malattie polmonari della nostra fascia montana. Ci erano arrivate, infatti, notizie di rilevanti decessi per tumore dai paesi della fascia più elevata del nostro Appennino

Il dott. Impallomeni ci aveva risposto così: "Le rispondo per dire che non abbiamo ignorato la sua sollecitazione, che contiene alcuni spunti interessanti da approfondire. Per questo stiamo controllando i dati sui consumi di combustibile disponibili nei censimenti periodici, i dati sulla qualità dell'aria disponibili (ARPA) e quelli di mortalità. Come sempre suggerisco cautela nel fare valutazioni sull'associazione tra esposizioni ambientali e dati di salute perché nascondono insidie interpretative chedevono essere affrontate usando metodi di analisi dati consolidate. Ci siamo quindi presi un po' di tempo (purtroppo non ne abbiamo molto dovendolo dedicare alle attività di routine del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) per fornire una risposta sufficientemente corretta e completa, con l'aiuto di una collega borsa di studio, che legge per conoscenza”

L'incontro con la borsista si è rivelato una inutile formalità. 

E' di questi giorni la decisione della giunta Pisapia a Milano di interdire l'uso dei caminetti a legna in città. Dichiarando che il loro effetto è di produrre il 22% del totale di polveri sottili.

Stante la situazione gravissima dell'aria nel nostro paese e gli sforamenti continui dal limite massimo di 50 milionesimi di grammo per m3, urgono provvedimenti decisi ed urgenti, simili a quelli presi a Milano da Pisapia. Sappiamo che a produrre le polveri sottili nei mesi invernali sono per 1/3 il riscaldamento delle abitazioni, per 1/3 il traffico automobilistico e per 1/3 le emissioni industriali. Sarebbe necessario un provvedimento governativo atto ad incentivare l'acquisto di auto a GAS, metano e gpL. Sarebbe urgente cambiare il parco nazionale dei mezzi pubblici, rottamando quelli a benzina e gasolio. Incentivare l'acquisto di auto elettriche è un mantra ormai rituale, trova poco riscontro negli investimenti delle case automobilistiche ed è destinato ad un futuro non immediato. Ma soprattutto si impone la disincentivazione dei cogeneratori a biomasse, cippato di legna, grasso animale e colza, che sono i maggiori produttori di particolato carbonioso e di ossidi di azoto. 

Occorre ripensare quindi la sostenibilità ambientale delle fonti rinnovabili di energia, sviluppando di più le pompe di calore ed il risparmio energetico delle abitazioni che darebbe maggior impulso all'edilizia

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