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Ammortizzatori sociali, sindacati in Prefettura: “Senza copertura”

Una mobilitazione in vista dell'incontro dei segretari di Cgil, Cisl e Uil con il Prefetto estesa in tutta la regione per chiedere al Governo misure urgenti per garantire la copertura finanziaria degli ammortizzatori in deroga

Non ci sono certezze sui finanziamenti, ci sono aziende appese a un filo che rischiano di non sopravvivere perché hanno esaurito la cassa integrazione straordinaria. Le piccole realtà con meno di 15 dipendenti senza gli ammortizzatori in deroga non hanno altro modo per restare in vita. Le ricadute sarebbero devastanti per il territorio, se si considera che la maggior parte delle aziende non è in condizione di usufruire degli ammortizzatori ordinari”. Mauro Toscani, Cisl, commenta così la mobilitazione in corso davanti alla Prefettura in vista dell’incontro tra il prefetto Viana e i segrerari Massimo Bussandri,Cgil, Federico Ghillani, Cisl, Mariolina Tarasconi, segreteria confederale Uil, per presentare un documento unitario e chiedere misure urgenti per trovare la copertura per gli ammortizzatori sociali in deroga.

L’iniziativa estesa a livello regionale mira a chiedere con forza che il Governo garantisca il finanziamento, all’indomani dell’accordo tra parti sociali  e istituzioni locali dell’Emilia Romagna per la proroga dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga. La richiesta emersa dall’accordo è che l’Esecutivo emani decreti che garantiscano la copertura come previsto dalla legge di stabilità per il 2014. “E’ l’unico modo per tenere insieme lavoratori e aziende – sottolinea Toscani – se non si dovessero rifinanziare gli ammortizzatori in deroga molte aziende sparirebbero”.

Una prospettiva che riguarderebbe un alto numero di imprese del territorio, denunciano i sindacati, considerando il numero di ricorsi agli ammortizzatori sociali: tra gennaio e febbraio l’Inps ha autorizzato oltre 12 milioni di ore di cassa integrazione a cui si aggiungono 4 milioni di ore di cassa in deroga non ancora autorizzate per la mancata copertura finanziaria. Secondo quanto denunciato da Cgil, Cisl e Uil negli ultimi cinque anni le aziende dell’Emilia Romagna avrebbero utilizzato 185 milioni di ore di cassa integrazione in deroga a fronte del totale di 450 milioni. “Siamo davanti a numeri sconcertanti – sottolinea Toscani – davanti ai quali è necessario un decreto che garantisca la copertura finanziaria, soprattutto in un momento in cui con il perdurare della crisi molte aziende hanno esaurito gli ammortizzatori ordinari e rischiano di chiudere, determinando conseguenze gravi, specialmente per l'alto numero di famiglie monoreddito e in difficoltà economica".

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