"Ancora morti e contagiati, ma la situazione migliora"

La testimonianza di Corrado Spada, infermiere del Maggiore in prima linea per combattere la diffusione del coronavirus

Corrado Spada è un infermiere che lavora nel reparto di Rianimazione all'Ospedale Maggiore di Parma, da settimane in prima linea per combattere la diffusione dell'emergenza sanitaria. In un'intervista rilasciata a ParmaToday.it ha raccontato la sua giornata in trincea, le sue ansie e le sue preoccupazione, la paura scacciata dalla speranza. 

Lavora come infermiere in Rianimazione al Maggiore: come sta vivendo queste settimane in prima linea?

“Lavoro come infermiere strumentista nel comparto operatorio dell'ortopedia dell'ospedale Maggiore. Data l'emergenza alcuni reparti sono stati convertiti in rianimazione - nello specifico ora lavoro in quella che prima era il reparto Osservazione breve intensiva. A tal proposito sono state formate squadre di operatori provenienti da vari reparti con professionalità specifiche in modo tale da apportare ognuno le proprie competenze”.

I ricoveri diminuiscono ma siamo ancora in piena emergenza: com'è la situazione vista dall'interno?

“Fino a circa dieci giorni fa la situazione era molto più critica, sia per quanto riguarda i ricoveri che i decessi. Attualmente abbiamo pazienti in netto miglioramento, anche se ancora in fase critica, ma è un buon inizio per continuare a sperare ogni giorno di più”

Come avviene, nel quotidiano, il suo lavoro?

“Il nostro lavoro è articolato in turni di sei ore con sette infermieri, ci sono quattordici pazienti, due Oss e tre medici rianimatori per turno. Considerato che i pazienti sono tutti in sedazione,  ci occupiamo di loro dall'igiene, alla somministrazione della terapia, al monitoraggio di tutti i parametri relativi alle loro funzioni vitali, in pratica ci sostituiamo a loro in tutte le, attività che purtroppo al momento non possono svolgere da soli”.

Lei è capitato di dover far parlare in videochiamata pazienti con i propri famigliari?

“Come detto precedentemente,  i nostri pazienti sono tutti in sedazione. Ci sono altri reparti di media e bassa intensità (terapia intensiva e riabilitazione) dove sono ricoverati pazienti non in sedazione o trasferiti i nostri che hanno raggiunto un miglioramento tale da non essere necessario sedarli... Li probabilmente è possibile che possano mettersi in contatto con i propri parenti, i quali sono comunque quotidianamente aggiornati dai medici rianimatori”.

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