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Un anno di Covid, Fabi: "Vediamo la luce, c'è fiducia. Ma è stato terribile"

Domenica 23 febbraio 2020 un’ambulanza proveniente da Piacenza varca la soglia dell’Ospedale di Parma con il primo paziente covid. La destinazione è la Terapia intensiva

Riavvolgiamo per un attimo il nastro. Domenica 23 febbraio 2020. A metà pomeriggio, un’ambulanza proveniente da Piacenza varca la soglia dell’Ospedale di Parma con il primo paziente covid.  La destinazione è la Terapia intensiva. Quasi in contemporanea un altro paziente covid entra nel reparto di Malattie infettive, mentre il Pronto soccorso inizia a ricevere un numero sempre crescente di persone. 

Questo solo un anno fa.

A pochi giorni da quell’ultima  settimana di febbraio, l’Ospedale di Parma avrebbe cambiato la propria fisionomia, con i tre Padiglioni covid, un pronto soccorso dedicato e un aumento senza precedenti di posti letto di degenza e di terapia intensiva.

L’urto è stato impressionante. È  stato retto.

Intanto i giorni passavano, come il sudore nei corpi degli operatori, avvolti dalle tute di protezione. La sanità di questa provincia, grazie a un gioco di squadra che ha coinvolto un'intera comunità, ha fatto fronte comune riuscendo a garantire 1200 posti letto dedicati e squadre di medici e infermieri che uscivano dagli ospedali e dalle strutture sanitarie per andare direttamente nelle Cra e a domicilio dei pazienti. Impegno, organizzazione e coordinamento non sono mai mancati. Così come il sostegno di tanti cittadini. Il grande impatto mediatico ha reso evidente come il personale sanitario di questo territorio si prende cura delle persone con professionalità, abnegazione e impegno. Senza sosta. Senza risparmiarsi.

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A maggio, con la fine delle misure più stringenti di contenimento dell'epidemia, i reparti hanno ripreso tutte le attività di cura, tutte quelle che fino a pochi gironi fa ospitavano quotidianamente. Le aziende sanitarie hanno dato prova, grazie al lavoro degli operatori, di sapersi riorganizzare, ancora una volta, in tempi rapidissimi.

Poi, dopo l’estate, l'arrivo della seconda ondata, con l'ospedale di Parma che ha tenuto testa all'epidemia e al tempo stesso è riuscito a mantenere ad altissimi livelli tutte le attività di cura. Infine, l’arrivo dei vaccini. Siamo alla storia recente di quest’ultimo anno che ha cambiato e stravolto radicalmente le nostre vite.

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