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Tra i mendicanti di Parma, sempre più anziani soli: "Abbiamo perso tutto"

Negli ultimi due anni sempre più ultra 60enni italiani chiedono i soldi nelle strade: con la pensione minima e in assenza dei figli non ce la fanno. I giovanissimi migranti che non parlano italiano sono i più invisibili

I lori volti li vediamo ogni giorno mentre passeggiamo per il centro cittadino, li vediamo spesso per pochi secondi perchè non ci facciamo quasi caso, la tendenza di molti è accelerare il passo o cambiare strada. E' il popolo dei mendicanti che anche a Parma, come nelle altre città, sono presenti in strade e luoghi fissi, oppure si muovono alla ricerca disperata di qualcuno che possa fargli l'elemosina. Alcuni di loro hanno storie che il cittadino parmigiano non si immagina. Se una parte di coloro che chiedono i soldi in strada, come ci era stato riferito da suor Eva Ivacson, sono legati in qualche modo al mondo dello sfruttamento della prostituzione, altri si muovono come singoli e in alcuni casi hanno ormai 'prenotato' posti fissi in particolari vie di Parma. Negli ultimi due anni anche diversi profughi, arrivati a Parma da Lampedusa, sono in strada a chiedere soldi, ma spesso non parlano una parola di italiano e ciò rende tutto più difficile. Sono i più invisibili di tutti, soprattutto se non rientrano nei programmi previsti dalle Istituzioni e non hanno un posto dove andare. 

Un signore croato, conosciuto da tutti i parmigiani, è diventato ormai una figura rassicurante anche per tanti abitanti del centro storico. Ha trovato il suo mondo, qui a Parma. "Vengo dalla Croazia, sono qui da 15 anni per le strade di Parma a chiedere l'elemosina. Ormai tutti mi conoscono, sono spesso in via Garibaldi, in passato stazionavo in via d'Azeglio dove ci sono gli studenti. Ho una bicicletta con cui giro per le strade di Parma. Quindici anni fa lasciai tutto e mi trasferii a Parma ma per me 50enne e straniero trovare il lavoro non fu facile. Così cominciai a fare il lavoro della strada, più nobile di tanti altri. Vivo come riesco, non sempre ho i soldi per comprare cibo. Più spesso qualche parmigiano gentile si offre di pagare al posto mio. Non ho una casa, dormo dove capita ma durante il giorno sono sempre in centro, da anni, con tutte le condizioni metereologiche possibili. Ho imparato a districarmi nelle varie situazioni e ora sono abbastanza sereno". 

L'idea di aver trovato qui, nelle strade, un nuovo mondo è comune anche ad altri senzatetto che chiedono l'elemosina in strada che abbiamo fermato. "Non parlo molto bene l'italiano ma sono qui, in via Mazzini, da tempo. Di solito non mi sposto, trovo sempre qualcuno che mi da qualche moneta. Io provengo dalla Macedonia, ormai sono quasi dieci anni che vivo a Parma: mi fermo qui e cerco di portare avanti la giornata. Nel mio paese facevo il muratore: sono abituato a stare fuori con pioggia e vento ed ho imparato la resistenza". Cosa pensi di chi passa di qui e non si ferma? "Spero solo in Dio e nel loro buon cuore. RImango qui ore nella speranza che qualcuno mi dia qualcosa che mi permetta di sopravvivere.

I più restii a parlare sono, oltre ai giovani migranti africani che hanno problemi con la lingua, anche alcuni anziani italiani che di tanto in tanto si vedono lungo le vie di Parma: chiedono soldi. Sono arrivati a fare questo per disperazione, come ci ha accennato uno di loro: la pensione minima, l'assenza dei figli e di un sostegno dello Stato, non gli permettono di permettersi gli alimenti. Chi non riesce a prendere qualcosa senza pagare nei supermercati si ritrova qui, quasi in maniera furtiva, a chiedere soldi. L'approccio dei parmigiani con loro è diverso: si fermano, chiedono e cercano di aiutarli come possono. Sono sempre di più e chi è abituato a girare per Parma, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio, li vede. 

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