Aperitivo contro l'Aids: divertisi e informarsi con L'ottavo colore e Lila

L'evento, organizzato in occasione della Giornata mondiale per la lotta all'aids, pone l'accento sull'importanza di sensibilizzazione alla prevenzione specie nei più giovani

Aperitivo contro l'aids al Tapas di via D'Azeglio

Un aperitivo per divertirsi, informarsi e contribuire a combattere l'aids. Questo il motto dell'associazione l'Ottavo colore di Parma per invitare quante più persone possibile al Tapas di via D'Azeglio per un evento di sensibilizzazione in collaborazione con Lila (Lega Italiana Lotta all'Aids) di Piacenza e l'Unità di Strada. Materiale informativo, devoluzione di parte dell'incasso in favore della ricerca, ma non solo. "Siamo qui per sfatare miti, leggende e, soprattutto, parlarne - spiega Valeria Savazzi, presidente L'ottavo Colore -. Uno dei luoghi comuni più diffusi è quello di vedere l'aids come legato all'omosessualità, mentre invece si tratta di una malattia che può colpire chiunque e non ha a che vedere con l'orientamento sessuale. Oltre che falso, si tratta di un luogo comune pericoloso, perchè porta alla discriminazione degli omosessuali e sposta l'attenzione sul vero problema. Di aids si muore ancora ed è importante parlarne, informare le nuove generazioni. La prevenzione è alla base, diventa essenziale fare informazione in modo giusto, senza tanti fronzoli, partendo dalle scuole per dire chiaramente che è necessario proteggersi facendo sesso sicuro".

Presente con un banchetto anche Rainbow factory, per devolvere parte delle vendite alla ricerca. "Questa attività è nata da un mio bisogno personale, riuscire a trovare cose che possano esprimere il senso di comunità, messaggi positivi rispetto alla Lgbt – afferma Emiliana Zigatti –. Vogliamo contribuire alla ricerca e sensibilizzare all'accoglienza verso le persone malate, per questo una parte del ricavato delle vendite di stasera verrà donato alla ricerca". Davanti a dati preoccupanti a livello nazionale, secondo Lila è necessario porre l'accento su informazione e prevenzione.

"È necessario rimuovere lo stigma che c'è ancora su questa malattia – afferma Antonio Iacono, segretario Lila Piacenza –, perchè da quando è stato scoperto l'hiv, il migliore alleato della diffusione dell'epidemia è stato continuare a ragionare per categorie di persone a rischio, come tossicodipendenti, gay, lavoratrici sessuali. Invece i dati ci dicono che in Emilia Romagna, a Parma come a Piacenza oltre l'80% di nuove infezioni è tra persone eterosessuali, avvenute tramite rapporti sessuali non protetti. La  nostra campagna ha un messaggio chiaro, è stata ideata e realizzata da ragazzi in maniera gratuita e volontaria, e mostra una coppia che, con un profilattico, si protegge semplicemente".

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Passi avanti ma ancora difficile riuscire a parlare di sessualità, hiv e malattie sessualmente trasmissibili nelle scuole . "I motivi le resistenze a livello istituzionale, dalla politica ai dirigenti scolastici e le istituzioni sanitarie, che non puntano tanto su campagne per il sostegno all'uso del profilattico ma sul test – afferma Iacono –. È vero che è importante sapere per curarsi, ma se la possibilità di fare i test non è accompagnata da campagne di uso del profilattico e di lotta allo stigma di persone che vivono con l'hiv, allora il test diventerebbe solo un pericoloso sistema di controllo".

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