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"Parma non spreca": ecco l'App contro lo spreco alimentare

L’applicazione che riduce lo spreco e recupera il cibo cotto e freschissimo, entra nella fase sperimentale e lancia un appello, servono autisti per il recupero

“Parma Non Spreca!” l'App che vuole ridurre gli sprechi di cibo, diventa operativa e cerca autisti volontari per recuperare gli alimenti cotti e freschissimi e ridistribuire quanto raccolto, colmando un bisogno ancora acuto e crescente. Ne hanno parlato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, Laura Rossi assessore al welfare del Comune di Parma; Gabriele Folli, assessore all’ambiente e alla mobilità del Comune di Parma; Clelia Bergonzani di Forum Solidarietà e per Kuminda Parma; Alessia Frangipane, assessore al welfare di Comune di Fidenza; Giacomino Vezzani di Emporio; Cecilia Scaffardi direttrice di Caritas Diocesana Parma; Silvia Nutini, vice presidente Zonta Club Parma; Adolfo Villafiorita, responsabile dell’unità ICT4G di Fondazione Bruno Kessler, Trento e Stefano Andreoli vice presidente di Fondazione Cariparma.

“Questo progetto – ha spiegato l'assessore al welfare Laura Rossi – nasce dalla sinergia di diversi attori per creare un sistema qualificato per il recupero del cibo. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al suo concretizzarsi, in un tempo in cui sono sempre tante le famiglie che bussano alle porte di Caristas ed Emporio chiedendo cibo”.

L'assessore all'ambiente, Gabriele Folli, ha rimarcato il fatto che Parma è una città virtuosa per la raccolta della frazione di organico che è di circa 100 chilogrammi pro capite anno e che serve per la produzione di biogas e di compost. “Iniziative come questa – ha concluso Folli – permettono di ridurre i costi in tema di raccolta e smaltimento. La lotta allo spreco di cibo è uno degli argomenti che sta a cuore all'Amministrazione e sui il Comune è attivo”.

Clelia Bergonzani di Forum Solidarietà ha ricordato la nascita della piattaforma di Parma non spreca volta a sostenere le famiglie in difficoltà economica. “Questo progetto – ha ricordato – sostiene mense Caristas ed Empori alimentari grazie al sostegno di Fondazione Cariparma e vuole intercettare le eccedenze alimentari da donare a chi ha bisogno”.

Alessia Frangipane, assessore al welfare di Comune di Fidenza, ha fatto presente come il tema dello spreco di cibo sia più che mai attuale così come la sempre maggiore richieste da parte di giovani e famiglie. Ha ricordato che esiste una legge nazionale contro gli sprechi che intende valorizzare quelle realtà che sono coinvolte e responsabili rispetto a questo tema.

Adolfo Villafiorita, responsabile dell’unità ICT4G di Fondazione Bruno Kessler, Trento, ha illustrato il funzionamento della App. “Le tecnologie sono abilitanti – ha sottolineato – ma senza le reti e le persone sono cosa morta”.

Soddisfazione è stata espressa da Cecilia Scaffardi, direttrice di Caritas Parma, che ha parlato della necessità di dare risposta ad un bisogno primario come quello del cibo e l'attivazione della App costituisce una risposta innovativa in questo senso. “Si tratta di un bisogno – ha detto – sempre crescente e i numeri fanno riflettere. Ci sono famiglie e bambini che rischiano di saltare i pasti”. Ed ha rimarcato anche il valore educativo del progetto per i giovani delle scuole.

Giacomo Vezzani di Emporio ha fatto ricordato che i prodotti freschi sono quelli di cui c'è più bisogno ed il progetto potrà servire anche per averne di più a disposizione.

Silvia Nutini vice presidente di Zonta Club ha fatto un excursus sugli impegni di Zonta Club in tema di recupero delle eccedenze alimentari ed ha rimarcato l'alto valore del progetto portato avanti attraverso il coinvolgimento di diversi attori.

Stefano Andreoli, vice presidente di Fondazione Cariparma, ha espresso riconoscenza per tutti coloro che hanno permesso e permettono la realizzazione del progetto a cui Fondazione Cariparma ha dato il proprio contributo.

Pochi clic da un tablet, un PC o da uno smartphone e il cibo, invece di scivolare nel cassonetto, può tornare nuovamente sulle tavole di chi è colpito dalla povertà, attraverso i canali di distribuzione dei market solidali e delle mense Caritas. Un’operazione capillare di solidarietà a chilometri zero che punta a coinvolgere ristoratori, mense aziendali, gastronomie, catering, bar, bottegai… I prodotti che restano sui banconi alla chiusura, ancora ottimi da consumare, non sempre possono essere venduti il giorno dopo. E’ in questi casi che Parma Non Spreca! si attiva: la prima segnalazione dà il via a una catena di gesti virtuosi che impedirà a quegli alimenti di diventare spazzatura. Per metterlo in salvo, il cibo sarà ritirato, porzionato e confezionato, per essere ridistribuito nelle condizione idonee e nel rispetto delle normative.

La sperimentazione partirà a giorni e coinvolgerà una ventina di soggetti diversi, fra bar, ristoranti mense e negozi. Le attrezzature già ci sono ma servono autisti volontari per coprire i tre turni di ritiro quotidiani. Iren ha già lanciato un appello fra i suoi dipendenti, Parma Non Spreca! ora lo rilancia alla città. Chi vuol mettersi in gioco può scrivere a parmanonspreca@gmail.com o chiamare il 324.7953059. Più persone aderiranno alla proposta, più efficacia avrà il progetto. Si mira allo spreco zero. Il felice incontro di sensibilità diverse ha reso possibile la realizzazione di quest’app. Le socie dello Zonta International Club Parma avevano da tempo in mente un’applicazione che contrastasse gli sprechi alimentari e per questo erano in contatto con la Fondazione Bruno Kessler di Trento. Contemporaneamente, un gruppo di studenti del liceo Maria Luigia lavorava all’idea di connettere i vicini di casa perché nulla andasse gettato. Il Comune di Parma ha intercettato queste strade parallele e, condividendone fortemente le finalità, le ha fatte incontrare. Il Comitato territoriale di Iren, su proposta di Forum Solidarietà e di Kuminda, ha colto questi percorsi e li ha legati ulteriormente, attraverso un progetto unico che teneva dentro le istanze di tutti. Il Comitato Territoriale è, infatti, uno strumento di dialogo e confronto e progettazione condivisa che opera a favore della comunità. La Fondazione Bruno Kessler ha dato operatività all’idea, mettendo a disposizione la sua esperienza d’eccellenza nel campo della tecnologia a supporto del recupero alimentare. Con il team ICT4G ha sviluppato l’applicazione definitiva, adattandola ai bisogni di Parma e del suo territorio. Il progetto ha il sostegno di Fondazione Cariparma.

Ogni anno tonnellate di generi alimentari vengono gettati. I numeri dello spreco sono paurosi: in Italia, considerando l’intera filiera dal campo al frigo, secondo il Barilla Center for Food and Nutrition, finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, cibo che basterebbe a sfamare 44 milioni di persone. E lo scempio è anche economico, si parla di 37 miliardi di euro all’anno, 450 euro per famiglia. La nostra città non fa eccezione. Il paradosso è che ci sono tantissime persone che non sanno cosa mettere in tavola. A Parma, solo Caritas ed Emporio sostengono 1300 famiglie e la richiesta di aiuto non è in calo. Un paradosso insostenibile che l’App di Parma Non Spreca! vuole contrastare offrendo uno strumento concreto e fortemente innovativo. Solidarietà, sobrietà, ambiente e lotta allo spreco per mettere al centro la comunità e i suoi bisogni. PARMA NON SPRECA - Piattaforma solidale nasce nel 2014 con lo scopo di recuperare dalle aziende alimentari prodotti non commercializzabili, per ridistribuirli gratuitamente a persone in difficoltà. Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto da Fondazione Cariparma, Forum Solidarietà, Emporio Market Solidale, Caritas Parma, Consorzio di Solidarietà Sociale, Provincia e Comune di Parma. Partner di progetto sono le principali associazioni di categoria: ASCOM, Confartigianato, CNA, Coldiretti, Confcooperative, Gruppo Imprese Artigiane, APLA Confartigianato, Confesercenti e Unione Parmense degli Industriali.
 

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