Unione Montana, incontro con i parlamentari. Bodria: "Abbiamo ancora 40 persone fuori casa"

Si è svolto ieri, lunedì 1 settembre 2014, presso la sede dell’Unione Montana Appennino Parma Est, l’incontro tra i Sindaci del Comprensorio Appennino Parma Est e gli onorevoli Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e Giorgio Pagliari

Si è svolto ieri, lunedì 1 settembre 2014, presso la sede dell’Unione Montana Appennino Parma Est, l’incontro tra i Sindaci del Comprensorio Appennino Parma Est e gli onorevoli Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e Giorgio Pagliari e il Consigliere regionale Gabriele Ferrari. All’ordine del giorno, tre temi di stretta attualità per il distretto della montagna quali la grave emergenza idrogeologica e la questione delle frane; la riorganizzazione degli uffici postali e la soppressione del punto prelievi della locale sede Avis.
 
A fare il punto sulla situazione dissesto idrogeologico è stato il vice Presidente dell’Unione Amilcare Bodria, sindaco di Tizzano Val Parma: "Abbiamo espresso la necessità di creare una norma quadro che disciplini le modalità di ricostruzione e le coperture finanziarie per le opere pubbliche e i privati, manifestando tutta la nostra contrarietà rispetto al trattamento di disparità che è stato riservato alla nostra provincia, e in particolare alla montagna, rispetto ad altre zone. In altri ambiti territoriali, come nel modenese, nel giro di due mesi sono stati trovati i fondi necessari per gli interventi: noi aspettiamo da un anno e mezzo, abbiamo ancora 40 persone fuori casa, altre aspettano ancora il contributo di autonoma sistemazione e non abbiamo ancora visto un euro per la ricostruzione delle strutture private danneggiate".

"Sappiamo – ha proseguito Bodria - che a breve dovrebbe essere resa disponibile una somma di 16 milioni di euro destinata ai territori colpiti dagli eventi delle primavera 2013, e per quelli noi chiederemo prioritariamente che il finanziamento sia destinato alla ricostruzione e al consolidamento degli edifici dichiarati parzialmente o del tutto inagibili, soprattutto per chi è stato costretto ad abbandonare la prima, e in alcuni casi unica, casa. Quello che chiediamo è che questi fondi siano destinati immediatamente anche al ristoro dei danni subiti da tutte quelle realtà produttive per le quali i proprietari sono già intervenuti direttamente perché altrimenti non sarebbe stato possibile continuare l’attività. Infine abbiamo chiesto ai nostri interlocutori l’interessamento diretto presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per sollecitare il finanziamento delle opere danneggiate così come censite sulla base delle schede del dicembre scorso e già istruite dalla Regione e dalla Protezione Civile". L’intervento di Bodria si è poi chiuso con una nota personale: "due giorni fa ci sono stati i funerali del proprietario sfollato di una delle abitazioni di Boschetto. Questo signore ha fatto in tempo ad ammalarsi e a morire prima che la sua casa, che peraltro non aveva subito danni significativi, fosse dichiarata agibile. Come Amministratore pubblico non posso che vergognarmi di questo".
 
Altro importante punto all’ordine del giorno, la soppressione e la parziale chiusura degli uffici postali in alcuni comuni del Comprensorio, "problema per il quale è stata trovata una proposta condivisa e da sottoporre all’attenzione del Direttore delle Poste di Parma alla presenza dei nostri parlamentari – ha spiegato Bodria -. Pur tenendo conto della necessità di razionalizzare la gestione di tali uffici, si è fatto presente la necessità di un maggior numero di giorni di apertura e di avere personale come un tempo dedicato alla gestione finanziaria. Infatti molte sono le persone anziane che si avvalgono di questo servizio e hanno bisogno quale interlocutore una persona di fiducia presente in maniera stabile, in modo da rappresentare un punto di riferimento per alcune persone".
 
Terzo punto all’ordine del giorno, la parziale chiusura di alcuni punti prelievo dell’Avis provinciale. «Insieme ai sindaci dell’Unione e a quelli di alcuni comuni della Val Taro e della Val Ceno – spiega il presidente dell’Unione Giordano Bricoli, sindaco di Langhirano – abbiamo ribadito la nostra contrarietà rispetto alla decisione dell’Avis provinciale di chiudere alcuni punti prelievo della montagna, una scelta che ha impoverito il territorio togliendo a chi si impegna quotidianamente per fare del bene l’opportunità di mettersi a disposizione degli altri. Da una parte si è lesa la comunità del volontariato, sminuendo un patrimonio importante, dall’altra si è andato a togliere un fondamentale momento di aggregazione sociale e un punto di riferimento dal punto di vista sanitario". Le cifre parlano chiaro: nella sola estate, in ambito provinciale, la conseguenza è stato un calo delle donazioni di circa il 7%. "Invece di favorire volontariato gli si è chiusa porta in faccia. Si concorda la necessità di chiedere un incontro tra i sindaci, i parlamentari e il Consiglio provinciale dell’Avis per affrontare il tema".
 
Nel corso dell’incontro tra i sindaci e i parlamentari è stato concordato un metodo di lavoro che prevede appuntamenti periodici, che nel primo periodo saranno a cadenza mensile, per approfondire una serie di temi di carattere locale che potranno trovare soluzione attraverso il coinvolgimento delle istituzioni statali.

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