Radio Popolare, Giorgio Ghirarduzzi dona gli archivi audio al Centro Studi Movimenti

Radio Popolare Parma Mf-99 era nata nel 1976 da un gruppo che faceva riferimento al Movimento dei lavoratori per il socialismo. Ghirarduzzi ha donato le registrazioni della metà degli Anni Settanta del padre Zefiro

Nei giorni scorsi Giorgio Ghirarduzzi ha donato all’archivio del Centro studi movimenti un prezioso e raro patrimonio: un centinaio di audiocassette che contengono le registrazioni di molte trasmissioni – come Ascolta si fa mezzogiorno, Trasmissione anticlericale e Pist la còva al diàvol – che il padre Zeffirino Ghirarduzzi, nella seconda metà degli anni Settanta, trasmetteva su Radio popolare di Parma, emittente dell’estrema sinistra.

Radio popolare Mf-99 era nata nel 1976 da un gruppo che faceva riferimento al Movimento dei lavoratori per il socialismo. La sua sede era in un appartamento di uno degli alti palazzoni di via Bottego, in cima al quale una semplice antenna le permetteva la copertura dell’intero territorio cittadino.

Nino Ghirarduzzi, che aveva alle spalle una lunga militanza politica nel Partito comunista, era un artigiano più anziano dei giovani che, in quegli anni, animavano il movimento, e però era legato a loro dalla stessa tensione al cambiamento radicale e dall’entusiasmo per un mezzo di comunicazione dal quale poter parlare alla gente (e dal quale la gente potesse parlare). Iniziò così a gestire una rubrica di “fai-da-te” con consigli pratici su come risolvere i piccoli problemi quotidiani. Questi, però, lasciarono presto spazio a divagazioni politiche e nacque così Pist la còva al diàvol, una trasmissione che, nel titolo dialettale, rispondeva alla rubrica di Baldassarre Molossi, La coda del diavolo, sulla “Gazzetta di Parma” che si prendeva gioco della sinistra e dei movimenti giovanili. I monologhi in dialetto di Ghirarduzzi, farciti di un sarcastico anticlericalismo, gli fruttarono uno speciale di quattro pagine su «Panorama» nel 1976, ma anche il sequestro della radio nel marzo 1977. Radio popolare riaprì poco dopo e le trasmissioni andarono avanti ancora per qualche anno, fino al 1981, quando chiuse per mancanza di denaro e forze.

Questa documentazione audio, dunque, è particolarmente preziosa per tratteggiare e ricostruire uno spaccato della storia popolare e politica della città negli anni Settanta. Ringraziando Giorgio e la famiglia Ghirarduzzi, il Centro studi movimenti intende ora riprodurre i nastri in formato digitale per poterli rendere disponibili al più presto a studiosi o anche semplici curiosi.

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