Aree periurbane, Ferrari: "Limitare il consumo di suolo". Ma la T-bre non si discute

Un seminario di approfondimento questa mattina in Provincia. Ferrari: "La limitazione di consumo di suolo deve essere il primo obiettivo della politica urbanistica dei Comuni"

Sono considerate dalla politica agricola comunitaria come degli ambiti territoriali cruciali in cui si deve intervenire con politiche mirate, volte a contrastare la crescita incondizionata della città, a sostenere il tessuto produttivo agricolo e a preservare il paesaggio. Le aree agricole periurbane sono state questa mattina al centro del seminario “Agricoltura periurbana e gestione del territorio nella realtà parmense. Processi di trasformazione e prospettive future” che si è tenuto in Provincia: un’occasione per fare il punto sulla situazione attuale di queste aree, sulle loro prospettive future, ma anche per presentare linee guida per la pianificazione urbanistica che siano finalizzate alla loro tutela produttiva e ambientale e fare il punto sulle novità e sull’impostazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, attualmente in fase di elaborazione. 

“Questo incontro si inserisce in un’azione più ampia della Provincia che già nel 2006, grazie a uno studio condotto da Nicola Dall’Olio, aveva lanciato un grido d’allarme per denunciare la fragilità del tessuto periurbano, che stava minacciando la realtà agricola, e un costante consumo di suolo che rischiava di mettere a repentaglio anche le nostre eccellenze - ha detto il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari aprendo l’incontro di questa mattina -. Anche se qualcosa sta già cambiando, la limitazione di consumo di suolo a vocazione agricola deve continuare ad essere il primo obiettivo della politica urbanistica del Comune di Parma e dei Comuni limitrofi”.

Dopo l’intervento di Nicola Dall’Olio del Servizio Agricoltura e Risorse naturali della Provincia che ha approfondito le dinamiche di trasformazione del territorio agricolo nel comune di Parma, Andrea Brugnoli e Paolo Zappavigna del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna hanno presentato i risultati del loro studio sulle dinamiche evolutive dell’agricoltura periurbana nei comuni di Parma, Collecchio e Sorbolo. In particolare, la ricerca, condotta a seguito di un accordo di collaborazione scientifica avviato nel 2011 dalla Provincia con la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, consente di fare un raffronto della situazione a distanza di 25 anni: lo studio riprende infatti un’indagine compiuta nel 1986 dalla stessa Facoltà, analizzando 208 aziende agricole.
A chiudere i lavori è stata la responsabile del Servizio Territorio rurale della Regione Emilia Romagna Maria Luisa Bargossi che è intervenuta su “Le opportunità per le aree agricole periurbane nel nuovo Programma di Sviluppo Rurale”.

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