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Qualità dell'aria, continui sforamenti e inquinamento alle stelle. Caffagnini: "Prigionieri dell'aria".

Alta pressione e temperature fuori dalla norma stagionale stanno causando gravi danni alla qualità dell'aria in tutte le città. In Emilia Romagna gli sforamenti continui imporranno misure drastiche per tamponare un grave problema

Natale, regali, feste, dolci, cibo e brindisi. La convulsa frenetica ossessiva ricerca di stare al passo con il Natale colpisce orizzontalemente (come i tagli del governo Renzi) chiunque. Quindi macchine riversate dentro parcheggi in grado di contenere folle di persone con in testa un solo mantra : "spendere, regali, natale".

Oltre all'alta pressione che sta devastando lo stato di qualità dell'aria delle nostre provincie ci si aggiunge lo smog delle nostri piccoli "inceneritori" mobili. 

Passeremo le feste nell'inquinamento di un aria irrespirabile con l'imposizione, dovuta, di drastiche misure per riportare i livelli di polveri sottili al di sotto della norma. 

Questi "tamponi" contengono un problema ben più grande su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere.

La possibilità di avere una salute migliore non si delega, a nessuno.

Qui l'articolo di Aldo Caffagnini. 

FINO ALL'ULTIMA MOLECOLA - Tutte le 9 le province dell'Emilia Romagna hanno superato per 7 giorni di fila il limite di polveri sottili permesso dalla normativa (50 microgrammi per metro cubo di aria).

Domani Arpa provvederà alla verifica settimanale dei dati, che se confermati faranno scattare la chiusura del traffico per domenica 27 dicembre in tutti i capoluogo che hanno registrato i superamenti continuativi.

Una domenica di stop alle auto in tutta la regione, una misura drastica che non ricordiamo mai applicata negli ultimi anni.

Del resto le previsioni non danno scampo e fino a Natale, ma probabilmente fino a Capodanno, perdurerà il campo di alta pressione che impedisce all'aria il ricambio sperato.

Una vera e propria emergenza ambientale per tutto il bacino padano, schiacciato da una massa d'aria avvelenata, portatrice di malattie respiratorie e cardiovascolari.

Respirare pece non allieta i polmoni.

Farlo in via continuativa, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, rappresenta una sorta di lento suicidio di massa: ci soffochiamo con le nostre marmitte, i nostri camini, la nostra ignoranza.

Ha senso vendere automobili inquinanti e poi chiedere ai proprietari di non utilizzarle?

E' lo stesso teatro dell'assurdo che negli Usa fa gridare allo scandalo delle stragi, come se non fosse noto che negli States si vendono armi da guerra al supermarket, con la stessa cautela adottata con le carote.

Non è mai il turno di nessuno per cominciare.

Ogni lobby strilla alla minima restrizione al proprio libero commercio.

Ma chi ha concesso la libertà di inquinare?

Se inquinare provoca malattia, com'è possibile che la legislazione consideri la modica quantità come una misura ammissibile?

Se rubare è reato, forse non lo è rubare un pochino?

C'è un vuoto di consapevolezza che ancora va colmato.

Stiamo respirando il risultato di regole che non stanno dalla parte della salute dei cittadini e dell'ambiente, ma giocano a favore di industrie, egoismi privati, bramosie senza freni.

Anche le recenti vicende di lotta ai mulini a vento che si sono vissute nel territorio locale mettono in luce con chiarezza da che parte ancora si pone la legge e la norma.

Si gioca sui numeri e sui codicilli per nascondere un semplice dato di fatto: ancora oggi si permette che si inquini impunemente la vita nostra, dei nostri figli e degli abitanti del cosmo, per puro interesse di bottega. Fino all'ultima molecola d'aria. 

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