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In bici con la mascherina

In bici con la mascherina

Smog: a Parma già superato il limite di sforamenti di polveri sottili

L'anno è cominciato da 48 giorni e la soglia di pm10 è stata superata per 39 volte, e pensare che il limite annuo è di 35. Nel 2011 Parma è stata 'maglia nera' in regione e sembra che anche quest'anno sia destinata ad esserlo

L'aria di Parma è sempre più inquinata. Le rilevazioni delle colonnine monitorate dall'Arpa non lasciano spazio ad equivoci: 39 sforamenti dei limiti di polveri sottili in soli 48 giorni del 2012. Il limite annuo è di 35, quindi è facile intuire che la situazione ambientale si sta facendo pesante. E il dato che preoccupa maggiormente è che dal 2009 ad oggi si peggiora sempre di più. Nel biennio precedente (2009-2010) gli sforamenti furono "solo" 61 e 62. Nel 2011, Parma "conquista" la magli nera in regione con il primato poco invidiabile di 92 giorni sopra il limite consentito di polveri sottili. Cosa ci aspetta nel 2012? Ebbene sembra che la città ducale sia seriamente candidata a non abbandonare la testa di questa triste classifica. Se oggi siamo a 39 superamenti chissà a quanto potremo arrivare al 31 dicembre. A meno che i Maya non provvedano prima!

A parte gli scherzi, nei giorni scorsi il direttore dell’Arpa Stefano Tibaldi ha parlato di "una sfortuna meteo-climatica di base", anche se ci sembra che questa sfortuna duri da un po' troppo tempo. E i provvedimenti? Si continua con il blocco del traffico del giovedì all'interno dei viali di Parma.

"Ma non basta affatto - interviene Gestione Corretta Rifiuti in una nota - perché per migliorare il clima di Parma servono provvedimenti drastici e continuativi. Serve il blocco dei motori a livello delle tangenziali, serve imporre l'abassamento di un grado o due di calore negli uffici e nelle case, serve che il trasporto pubblico, preferibilmente elettrico o a metano, sia padrone delle nostra strade e non una timida comparsa. Serve bloccare i motori diesel e verificare con accuratezza i tanti mezzi che si aggirano in città lasciando dietro di sé evidenti colonne di fumi scuri. Serve intervenire perché la febbre di Parma è una malattia cronica che peggiora lo stato di salute di tutti i cittadini ed ha un costo sociale, ma anche economico, importante e non indifferente. Serve un cambio di rotta, per ridurre l'impatto delle ciminiere dove è possibile, e certo serve non incrementare ulteriormente il carico di un territorio già con il fiato corto e il respiro affannato".

E in questo "clima" la città si avvia a concludere la costruzione di un inceneritore che ogni anno emetterà in atmosfera 3,2 tonnellate di Pm 10. Sicuri che così riusciamo a lasciare la testa di quella sventurata classifica?

 

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