Emergenza smog, Parma Bene Comune: "Ampliare l'isola pedonale"

Il gruppo propone la sua ricetta e punta su riduzion del traffico e potenziamento del trasporto pubblico, efficienza energetica degli edifici, controlli dei fumi di auto e case, introduzione di barriere vegetali

In bici con la mascherina

I livelli di PM10 (polveri sottili) raggiunti nelle scorse settimane a Parma, sono gravissimi e preoccupanti: dal 16 febbraio si è verificata un'escalation fino a toccare, domenica 19,  il valore, mai raggiunto, di 246 microgrammi/m3. Va detto che il livello oltre il quale vi è pericolo per la salute umana è 50µ/m3, quindi tale limite è stato superato addirittura di 5 volte!

L'inquinamento atmosferico è causa di problemi sanitari, dalla semplice tosse sintomatica a fenomeni di gravità crescente: bronchiti croniche e acute, asma, insufficienza respiratoria, patologie letali. Sono particolarmente esposti alle conseguenze drammatiche dell'inquinamento i bambini, gli anziani, chi soffre di problemi cronici alle vie respiratorie.

"Si tratta di una situazione intollerabile - scrive in una nota Parma Bene Comune - che richiede provvedimenti urgenti e risolutivi. La lunga via della prevenzione è l'unica che può portare a risultati soddisfacenti".

Queste sono solo alcune delle proposte che Parma Bene Comune avanza:

  1. riduzione progressiva del traffico veicolare privato (a fronte di un potenziamento della frequenza e dell'efficienza del trasporto pubblico);
  2. ampliamento dell’isola pedonale in centro e dell’area cittadina in cui è vietato il traffico privato (proposta già approvata alcuni anni fa con referendum cittadino rimasto disatteso);
  3. miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, attualmente in gran parte a basso rendimento energetico;
  4. miglioramento dei controlli dei fumi emessi da ogni camino, civile, agricolo o industriale;
  5. riduzione dell'impatto sull'inquinamento da traffico autostradale mediante barriere vegetali come fasce di protezione;
  6. controllo generale e capillare degli scarichi veicolari di tutti i mezzi.

Ma cosa pensano invece del costruendo 'forno' di Ugozzolo?

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"L’inceneritore - continua la nota - certamente non migliorerebbe la qualità dell'aria di una zona che già figura fra le aree più inquinate del mondo. Riteniamo che non basti prenderne atto con riferimenti generici all'inevitabilità del fenomeno e alla difficoltà di gestirlo e controllarlo.
In situazioni di emergenza come quella che si sta verificando ogni inverno a Parma, il Comune deve intervenire a salvaguardia della salute dei cittadini, anche con misure drastiche ma risolutive del problema".

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