Corruzione: arrestato Andrea Censi, sindaco di Polesine Zibello

I carabinieri hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare per corruzione, peculato e falso e truffa: secondo l'accusa avrebbe truccato un concorso per un dirigente e effettuato concessioni ad un imprenditore agricolo, in cambio di denaro

Andrea Censi, sindaco di Polesine-Zibello e consigliere della Provincia di Parma è stato arrestato. Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: corruzione, falso, truffa e peculato.  Nelle prime ore della mattinata di oggi, martedì 23 ottobre, i carabinieri hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica nei confronti del primo cittadino della Bassa. Secondo le indagini sarebbe emerso un "pervicace sistema di gestione della cosa pubblica, assolutamente asservito agli interessi privatistici del sindaco". I dettagli sulle indagini e sulle accuse al sindaco verranno resi noti nelle prossime ore.

Le indagini

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, che hanno portato avanti l'indagine nei confronti di Censi, il primo cittadino sarebbe responsabile di irregolarità rispetto ad un concorso pubblico per l'assunzione di un dirigente. Oltre a questo sarebbero anche state falsificate, sempre secondo l'accusa, alcune delibere del Comune di Polesine Zibello. Oltre a Censi sarebbe indagato anche un imprenditore agricolo: l'ipotesi di reato è sempre corruzione. La Procura della Repubblica avrebbe chiesto anche il sequestro di decine di migliaia di euro su alcuni conti tra Parma e Piacenza. 

Andrea Censi, esponente del Pd che si è poi candidato con varie liste civiche, è stato eletto per la prima volta a sindaco di Zibello nel 2004: nel 2009 è stato riconfermato. Nel 2014 viene nuovamente rieletto con quasi il 60% delle preferenze mentre nel giugno del 2016 viene eletto sindaco del neonato Comune di Polesine Zibello, dopo la fusione. Andrea Censi era pronto ad una nuova candidatura: questa volta come consigliere provinciale per la lista Provincia Democratica Riformista. 

Il precedente del 2016

Nel 2016 Andrea Censi venne iscritto nel registro degli indagati e fu lui stesso a comunicare la notizia, dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia. Al centro delle indagini l'affidamento dei fondi ad alcune associazioni, l'utilizzo dell'auto istituzionale e alcuni viaggi. 

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