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Truffavano gli anziani con la scusa del finto incidente, sgominata banda: 5 arresti, coinvolta Parma

Il blitz in mattinata a Napoli, nella nostra città e in Spagna

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Milano con l'accusa di truffa aggravata. Il blitz lunedì mattina 26 febbraio, nelle province di Napoli, Parma e, contestualmente, in Spagna. In manette cinque persone. La misura è il coronamento dell’attività condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Milano sulla scorta degli elementi raccolti nell’ambito dell’analisi di numerosi episodi di truffa agli anziani consumati nel capoluogo lombardo, nel corso dei quali sono stati portati via contanti e preziosi per un valore stimato di oltre 200mila euro. Le truffe sono state tutte messe a segno utilizzando le tecnica della telefonata del finto avvocato e del finto carabiniere, che prospettavano alle vittime il coinvolgimento di un prossimo congiunto in un incidente stradale.

LA NOTA DEI CARABINIERI - Nelle prime ore del giorno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, nelle province di Napoli, Parma e, contestualmente, in Spagna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano nei confronti di 5 italiani, originari del napoletano, tra i 21 e i 31 anni d’età, ritenuti responsabili, a vario titolo di truffa aggravata.

La misura giunge a coronamento dell’attività condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Milano sulla scorta degli elementi raccolti nell’ambito dell’analisi di alcuni episodi di truffa agli anziani consumati nel capoluogo. Gli accertamenti condotti hanno permesso di individuare i membri del gruppo quali autori di almeno 27 episodi, consumati tra il novembre 2016 e il febbraio 2017, ai danni di 24 donne e 4 uomini dai 65 ai 95 anni d’età, ai quali sono stati portati via contanti e preziosi per un valore stimato di oltre 200mila euro.

Le truffe, consumate in diverse zone del capoluogo, sono state tutte messe a segno con il medesimo modus operandi che prevedeva un contatto telefonico con le vittime, nel corso del quale dapprima un falso avvocato e in alcuni casi anche un sedicente maresciallo dei Carabinieri comunicava la necessità di consegnare denaro e gioielli ad un emissario al fine di poter procedere al rilascio di un familiare trattenuto presso una caserma dei Carabinieri in quanto responsabile di un sinistro stradale.

Gli uomini dell’Arma sono giunti all’identificazione dei truffatori incrociando i dati acquisti dalle denunce sporte delle vittime - dalle quali è emerso come i cognomi utilizzati dai sedicenti avvocati e i nomi degli addetti alla riscossione fossero sempre gli stessi - con le risultanze delle attività tecniche poste in essere sulle utenze, anche straniere, impiegate per contattare gli anziani. A confermare le identità dei riscossori sono stati anche i filmati di alcune telecamere di sorveglianza, nonché la localizzazione delle utenze mobili nelle zone e in orari compatibili con la consumazione delle truffe.

In particolare è emerso come il telefonista, dalla Spagna, reperisse sul web, attraverso le rubriche telefoniche online, utenze fisse di anziani che risiedevano nelle strade in cui, di volta in volta, decidevano di recarsi a “lavorare” i complici. E’ stata inoltre riscontrata il pendolarismo dei malfattori che, generalmente, durante i fine settimana rientravano presso le proprie abitazioni nel napoletano dove provvedevano a rivendere l’oro, per poi ripartire il lunedì mattina verso il nord Italia.

Al termine delle operazioni, uno degli indagati è stato condotto presso la Casa Circondariale di Parma, due sono stati ristretti ai domiciliari, uno è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, mentre quello arrestato ad Ibiza è stato condotto presso il locale carcere in attesa delle procedure di estradizione

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