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Black&White, coca tra il Parco Ferrari e il Barilla Center: arrestati 4 nigeriani

Un'operazione durata 8 mesi per smantellare una rete di spacciatori attiva in diverse zone della città: uno degli uomini finiti in manette ha cercato per 2 volte di investire i carabinieri: accusato anche di tentato omicidio

Un'operazione complessa, durata 8 mesi per smantellare una rete di spacciatori di cocaina che operava a Parma per rifornire pusher tra il Parco Ferrari, la Stazione, il Barilla Center, via Pellico, via dei Mille. La partenza delle indagini a seguito dei controlli, lo scorso novembre, da parte di una pattuglia della Polizia nei confronti di due ragazzi, un parmigiano classe 1988 e un albanese dell'1981, trovati in possesso di 4 gr di cocaina e di una pistola scacciacani con cartucce. Per capire chi avesse rifornito i due è nata un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica condotta dal reparto operativo nucleo investigativo Carabinieri Parma, Polizia Stazione. 134 i grammi di cocaina complessivamente sequestrati nell'operazione.

Si sono rivelati determinanti nel corso delle indagini i pedinamenti in borghese e le intercettazioni telefoniche per arrivare all'individuazione di 4 persone, poi arrestate per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, continuazione del reato e, in un caso, tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Durante le telefonate veniva usato un linguaggio in codice, dove si era soliti denominare "posto 1", o "posto 2" il nome della via dell'appuntamento per la consegna della cocaina, che avveniva in modalità diverse: a piedi, in bicicletta o anche attraverso consegna in auto.

Dalle indagini è emerso che le persone individuate e poi arrestate, non avevano rapporti di correlazione tra loro, ma facevano parte di tre canali diversi, i pusher si rivolgevano talvolta a uno o all'altro a seconda della solerzia nella consegna o del prezzo più vantaggioso. Finiti in manette O.D., classe 1980, nigeriano, solito effetturare le consegne in bicicletta nella zona del Barilla Center e al Parco Ferrari; N.N., nigeriano classe 1986, consegnava la droga a piedi, in bicicletta e anche in auto, tra via dei Mille, via Pellico, zona stazione, Barilla Center e Parco Ferrari e infine la coppia di conviventi E.E.D., alias "Sammy", classe 1976 e U.S., classe 1987, entrambi nigeriani, gli unici a far parte dello stesso canale di spaccio. Il raggio di azione dei due era incentrato tra via Sidoli e via Zarotto e avveniva sempre in auto.

Non semplice riuscire ad arrestare la coppia secondo quanto reso noto nel corso di una conferenza stampa dai Carabinieri. I due, pur convivendo, avevano due case, una in via Marzabotto e l'altra in via S. Leonardo. Dai controlli in abitazione è stata trovata solo la donna, con parte dei 23 grammi di ovuli di cocaina sequestrati complessivamente ai due, il resto delle dosi era nascosto nella tanica dell'auto all'interno di un calzino. 1500 euro i soldi con cui la coppia è stata trovata in possesso, in parte presenti nell'abitazione e in parte poi sequestrati a "Sammy", oltre ai passaporti con cui la donna forniva di volta in volta generalità diverse durante i controlli.

Difficoltoso l'arresto di "Sammy". Dopo un pedinamento, l'uomo il 13 luglio scorso è stato individuato nella zona della Comet mentre guidava in modo frenetico. Accortosi di essere seguito, l'uomo ha seguito un percorso a zig zag in auto. Un militare gli si è frapposto per cercare di bloccarlo ma senza risultato, l'uomo ha cercato di investirlo, stessa sorte per un altro tentativo di sbarramento. Per due volte "Sammy" ha cercato di investire i militari, ottenendo tra le accuse il tentato omicidio. Nasce uno speronamento tra l'auto del nigeriano, una polo blu, e le 3 "auto civette" impegnate nell'operazione.

Un inseguimento durato sino a Collecchio quando lo spacciatore, avendo bucato la gomma della sua auto, si è visto costretto a proseguire la fuga a piedi, entrando in un'area commerciale da cui è uscito in manette solo un'ora dopo. L'uomo era riuscito a nascondersi nella cantina di un negozio ma è stato finalmente scovato, anche grazie alla collaborazione della popolazione di Collecchio che ha poi accolto il momento dell'arresto con applausi rivolti alle forze dell'ordine. Tutti gli arrestati risultano senza fissa dimora, clandestini e pregiudicati.

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