Maxi-truffa alla Greci: Alberto e Francesco in manette

Una frode di dimensioni ingenti tra fatturazioni false per milioni di euro e cessioni di immobili con altre società collegate al gruppo di Gaione. Due arrestati, 7 indagati e 22 milioni di euro di beni sequestrati

La conferenza stampa della Guardia di Finanza

Una società storica, la Greci Geremia spa, potenzialmente fallita già da cinque anni, ma all'apparenza vitale grazie a una frode fiscale per milioni di euro che, secondo la Guardia di Finanza, sarebbe stata operata da Alberto Greci e Francesco Greci, ora in manette. Concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e patrimoniale per distrazione e calunnia i capi d'accusa che oggi hanno portato all'arresto dei due imprenditori ora ai domiciliari ma che riguardano anche altre 7 persone, quasi tutti membri del consiglio sindacale delle varie società collegate che non avrebbero vigilato sulla frode e sono ora indagate per concorso in bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale per distrazione e calunnia.

AGGIORNAMENTI: VERSO IL SEQUESTRO DEI BENI ALL'ESTERO. La Procura di Parma si prepara a chiedere il sequestro conservativo dei beni trasferiti all'estero dai titolari dell'azienda Greci Geremia che, questa mattina, sono stati oggetto di un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari. Secondo il procuratore Gerardo Laguardia si tratta di ''beni in titoli e liquidità per un valore di circa 20 milioni di euro''. Si tratta di danaro che presumibilmente è stato spostato dall'Italia a un paese estero nell'ambito delle attività di distrazione dei beni aziendali contestate dalla Guardia di Finanza di Parma assieme ai reati di concorso in bancarotta fraudolenta e calunnia. 

GRECI: ARRESTATI ALL'ALBA ALBERTO E FRANCESCO 

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paola Dal Monte, hanno preso il via dopo la dichiarazione di fallimento dell'azienda, sono partiti controlli serrati per analizzare la situazione economica ed è stata scoperchiata una frode di dimensioni ingenti. Un periodo caldo per il settore dei fallimenti, che ha visto, come sottolinea il comandante Guardia di Finanza Guido Mario Geremia, una vera e propria impennata che necessita di controlli serrati e un monitoraggio costante per verificare cosa ci sia dietro. I protagonisti della truffa sono padre e figlio, Alberto Greci, 70enne parmigiano presidente del Cda e consigliere delegato della fallita Greci Gaione Srl, amministratore unico della Società agricola Tre Stelle srl e socio dell'azienda agricola La corte e Francesco Greci, 41enne di Sant'Ilario, amministratore e consigliere della Zenith spa, amministratore e consigliere della Greci Gaione.

Secondo gli inquirenti la presunta truffa architettata si basava essenzialmente sull'emissione di false fatture per milioni di euro per società create per lo scopo. Le vendite fatturate non erano in realtà mai avvenute ma permettevano di nascondere le insolvenze, che si aggiravano attorno ai 30 milioni di debiti. Il vantaggio era triplice: mantenere in vita artificialmente il capitale sociale nascondendo la grave situazione di perdita che imperversava ormai da anni, ottenere finanziamenti dagli istituti di credito e proseguire con le attività aziendali oltre la data di default del febbraio 2012 sia per Greci Geremia (che ha poi cambiato nome in Zenith spa), che per Greci Gaione srl.

FATTURE FITTIZIE PER 2 MILIONI DI EURO. Lo storno delle fatture avveniva in alcuni casi nel corso dello stesso anno, in altri per l'anno successivo. Ammonta a ben 2.841.975,45 euro il totale delle fatture fittizie emesse, secondo la Finanza, dalla Greci Geremia spa e poi stornate nell'esercizio successivo e a 294.171,95 euro quelle relative alla Greci Gaione. Il gruppo aveva anche tentato di accedere a un fondo di solidarietà per le imprese vittime di usura.

Oltre alle fatturazioni false, l'altro metodo che sarebbe stato utilizzato riguarderebbe la cessione di immobili per creare garanzie con gli istituti di credito e ottenere prestiti e mutui. La costellazione delle piccole società collegate alla Greci Geremia era particolarmente utile allo scopo, perchè cessando immobili da una all'altra se ne indicava un valore spropositatamente maggiore.

TRE STELLE SRL: LA 'CASSAFORTE'. La “cassaforte” che fungeva da garanzia all'interno di un sistema andato avanti per anni era la Tre Stelle srl. La scissione del patrimonio immobiliare avveniva sottraendo immobili dalla Greci Geremia, tra cui un complesso industriale, terreni agricoli e un deposito per un valore di oltre 3,5 milioni di euro, e un complesso immobiliare del valore di 800 mila euro dalla Greci Gaione per far confluire il patrimonio a favore della Tre Stelle. Da qui però sono avvenuti anche altri passaggi di patrimonio immobiliare, dalla Tre Stelle una scissione parziale di patrimonio che si aggira attorno a 1,6 milioni di euro in favore della San Marco Re srl e successivamente da quest'ultima una scissione di patrimonio immobiliare del valore di circa 530 mila euro in favore della Sant'Andrea Re srl.

I prestiti a lungo termine in questo modo venivano erogati dalle banche proprio grazie alle garanzie fornite dai beni. Nelle operazioni di scissione del patrimonio immobiliare sarebbe implicata, secondo la Finanza, anche Paola Tersilla Serventi Micheli, la madre 92enne di Alberto Greci, ora indagata, implicati anche i beneficiari della scissione del patrimonio, una rete tutta famigliare che da l'idea di come il tutto si sia sviluppato lungo tre generazioni della stessa famiglia. Scoperchiata la truffa, la Guardia di Finanza ha sequestrato i beni immobili, fabbricati che si trovano in strada Gaione e che fanno parte di un unico complesso per un valore complessivo di 22 milioni di euro.

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