Arrestata dipendente del Teatro Regio: sottratti 300 mila euro

Arrestata per peculato e falso l'ex responsabile della cancelleria della Fondazione Teatro Regio. Avrebbe sottratto 300 mila euro tra il 2005 e il 2006. Seimila euro al mese per sette anni.

Arrestata per peculato e falso l'ex responsabile della cancelleria della Fondazione Teatro Regio. Avrebbe sottratto 300 mila euro tra il 2005 e il 2006 approfittando della sua posizione 'privilegiata' per l'accesso ai fondi. L'operazione è stata portata a termine dai carabinieri di Parma.

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Per sette anni era riuscita a sottrarre dalle casse della Fondazione Teatro Regio circa 6000 euro al mese, intascando illecitamente oltre 300 mila euro. Si tratta di M.P., parmigiana di 56 anni residente in via Sidoli da anni dipendente del Teatro Regio come responsabile delle spese di cancelleria. Le modalità particolarmente semplici, riguardavano le spese effettuate per le spedizioni postali. La donna sistematicamente si occupava di modificare le cifre riportate sulle ricevute dei bollettini postali effettuati correggendo l'importo con la penna.


Poi per non far notare la modifica, fotocopiava il bollettino e lo presentava per ottenere l'assegno relativo al pagamento. Gli assegni staccati andavano solo in minima parte a coprire le spese realmente effettuate e in gran parte finivano nelle tasche della donna. Un illecito che andava avanti da anni, senza che nessuno si fosse mai accordo di nulla. Il campanello d'allarme con l'acquisto della nuova macchinetta obliteratrice utilizzata per evitare di recarsi puntualmente all'ufficio postale. In quel momento la dirigente dell'economato ha potuto constatare un ammanco ingente: 206 mila euro dal 2006.

Confrontati i cedolini postali per verificare se le cifre spedite avessero una reale corrispondenza con quanto pagato è emerso un ammanco che superava i 300 mila euro. Immediata la denuncia ai Carabinieri nel dicembre scorso, e la verifica di quanto dichiarato dalla responsabile dell'economato. Due giorni dopo la denuncia i controlli all'interno della Fondazione. Sequestrati ricevute e bollettini postali, dalla loro visione è emersa chiaramente la modalitàò utilizzata dalla donna per contraffarli e modificarne l'importo. Dalle indagini è emerso che in realtà gli ammanchi risalivano al 2005 e superavano abbondantemente la cifra di 300 mila euro.

Appurati i fatti, il sindaco come Presidente della Fondazione Teatro Regio il 7 dicembre scorso ha presentato un esposto in Procura. Dopo l'emissione dell'ordinanza dal Tribunale di Parma, l'esecuzione della misura cautelare agli arresti domiciliari il 6 febbraio scorso per M.P. A seguito della denuncia e dell'avvio delle indagini, condotte esclusivamente dalla Stazione di Parma Centro, la dipendente del Regio è stata immediatamente sospesa dall'incarico. Arrivati nella sua abitazione per convalidare l'arresto, i militari hanno constatato come la donna vivesse in condizioni particolarmente agiate. Si tratta di una parmigiana residente in via Sidoli, da anni dipendente del Regio, divorziata.

Davanti alle accuse la donna ha ammesso le proprie responsabilità, adducendo come giustificazione la necessità di avere disponibilità economica per far fronte alle spese per curare l'anziana madre, attraverso trattamenti termali e soggiorni costosi. Dalla testimonianza del medico curante della madre di M.P.è invece emerso che non si tratta di una situazione particolarmente critica a livello di salute, ma esclusivamente di “acciacchi dovuti all'età”, e che non sono state effettuate particolari cure per la donna. Altra motivazione per la necessità di liquidi quella di pagare la badante della madre, giustificazione che si è rivelata ampiamente insufficiente a spiegare l'ingente somma sottratta.

Sequestrati i conti correnti della donna, tra le ipotesi quella dell'utilizzo dei soldi per esigenze correnti per poter vivere nello sfarzo, come viaggi e beni di lusso. Il 12 febbraio scorso si è tenuto l'interrogatorio di garanzia, confermati i domiciliari in via Sidoli. Difesa dall'avvocato di fiducia Proietto, per l'ex dipendente del Regio pende l'accusa di peculato e falso. Inizialmente ipotizzato il reato di truffa, il Gip ha poi ravvisato il peculato perchè la donna era già in possesso di quei valori.

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