Rapina alla Banca Monte di Fidenza: in manette un 26enne di Torino

lla vigilia di Pasqua i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Fidenza hanno tratto in arresto un pregiudicato torinese individuato quale autore della rapina compiuta il 24 gennaio a Fidenza

Alla vigilia di Pasqua i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Fidenza hanno tratto in arresto un pregiudicato torinese individuato quale autore della rapina compiuta il 24 gennaio a Fidenza in danno della Banca monte Parma Agenzia di via 24 Maggio nr.66. L’indagato è un giovane di 26 anni, torinese, con un curricolo  criminale di tutto rispetto nonostante la giovane età. Erano le 10.00 circa del 24 Gennaio 2014 quando all’interno della filiale della banca Monte Parma di Fidenza entrava un giovane, da solo, che rimaneva tranquillamente in attesa che l’unico cliente presente terminasse le sue operazioni con l’unico impiegato agli sportelli.

Appena da solo, il giovane si presentava al dipendente della banca e, senza mostrare arma di alcun tipo, dichiarava con la formula di rito di essere un rapinatore e di volere i soldi. L’impiegato, costretto ad obbedire consegnava quanto aveva in cassa ovvero € 2035/00 in banconote. Il rapinatore girava i tacchi e se ne andava così come era entrato. In quei pochi minuti in cui era rimasto all’interno dell’agenzia bancaria non era entrato alcun altro cliente né gli altri impiegati presenti in banca, chiusi nei loro uffici a trattare affari con altri clienti, si erano accorti di nulla.

Appena dato l’allarme, erano subito avviate le ricerche del rapinatore secondo la descrizione che ne aveva fatto il cassiere. Tuttavia Fidenza a quell’ora era molto trafficata ed in mancanza di qualsiasi altro elemento informativo – nessuno aveva visto se fosse a piedi o se vi fosse complice che lo attendeva in auto – le ricerche davano esito negativo. Nel frattempo i carabinieri del Nucleo Operativo effettuavano il sopralluogo di rito, rilevando l’impronta che il rapinatore aveva dovuto lasciare sul bio-digit per attivare l’apertura della porta d’ingresso alla banca . Tramite gli accertamenti dattiloscopici eseguiti dal RIS di Parma  si riusciva ad associare l’impronta con il volto di un pregiudicato M.I. nato e residente a Torino.
Ulteriori accertamenti consentivano di scoprire che M.I. aveva già compiuto altre rapine con il medesimo modus operandi e che circa un’ora e mezza dopo ne aveva compiuta una identica alla Banca Intesa di Voghera.

La Procura della Repubblica  di Parma, ricevuto il rapporto dei militari, valutata la gravità degli indizi contenuti nell’informativa, richiedeva al GIP l’ordinanza di custodia cautelare che i militari dell’Arma di Fidenza eseguivano alla vigilia di Pasqua.  Il giovane sin trova recluso nel carcere di Torino in attesa di processo.
 

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