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"Il Comune ora può stabilizzare i lavoratori degli asili"

L'appello della Cgil al Comune di Parma

La nuova normativa approvata dal Parlamento nello scorso mese di luglio in merito alle assunzioni negli enti locali permette ai Comuni di poter assumere in forma stabile personale per gli asili nido e le scuole d'infanzia "al fine di consentire il mantenimento dell'offerta formativa".

Questa importante affermazione arriva dopo anni di contenimento del turn over e delle assunzioni di personale che ha oggettivamente messo a rischio i servizi educativi locali da 0 a 6 anni, portando sempre di più i Comuni a chiudere strutture o a ricorrere ad appalti esterni.

Anche nella nostra città, nel 2015, l'Amministrazione comunale ha ristretto l'offerta e, nell'ambito del rinnovo dell'appalto di Parmainfanzia, ha diminuito il numero delle strutture a gestione diretta. In quell'occasione, la CGIL e la sua categoria della funzione pubblica, insieme alle altre organizzazioni sindacali confederali, si batterono fortemente affinché l'esperienza di qualità dei nidi e delle scuole d'infanzia del Comune di Parma non andasse perduta.

“È nostra opinione infatti – affermano Massimo Bussandri, segretario generale CGIL Parma, e Barbara Vigilante, segretaria FP CGIL del comparto autonomie locali - che in un sistema integrato pubblico-privato, il ruolo dell'istituzione pubblica debba essere prevalente nella determinazione delle politiche e del progetto educativo, e che questo sia ottenuto anche attraverso la gestione diretta che permette di conoscere le dinamiche dell'andamento quotidiano dell'attività. Questi principi li abbiamo sostenuti nel corso di una vertenza che ha portato ad uno sciopero del personale comunale e ad una manifestazione unitaria con oltre 500 persone in piazza. In quell'occasione, il sindaco Pizzarotti e l'assessore Rossi affermarono che l'impossibilità di mantenere i servizi fosse determinata dai blocchi imposti dal Governo e che la sede delle proteste sindacali dovesse essere Roma e non Parma”.

Ora che le normative lo consentono, confederazione e categoria chiedono al Comune di poter procedere al piano straordinario di assunzioni di personale educativo per stabilizzare molte delle lavoratrici precarie (il personale è costituito quasi totalmente da donne) che a tutt'oggi garantiscono i servizi, e per ampliare e qualificare l'offerta formativa per la prima infanzia.

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