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Protesta dei passeggini vuoti in piazza Garibaldi: "Chiediamo asilo per i nostri figli"

La mattina del 21 marzo il gruppo 'Ci vuole un asilo' ha portato un piazza Garibaldi la protesta dei genitori, degli educatori e dei lavoratori della Scuole per l'Infanzia.

Asili e futuro dei servizi educativi a Parma. La mattina del 21 marzo il gruppo 'Ci vuole un asilo' ha portato un piazza Garibaldi la protesta dei genitori, degli educatori e dei lavoratori della Scuole per l'Infanzia. Passeggini vuoti, striscioni colorati e bimbi in cerchio che hanno portato all'aperto - nello spazio pubblico della piazza centrale della città, di fronte al Comune di Parma- il contenuto di ciò che oggi i cittadini e le cittadine presenti chiedono di conservare. Quello che ieri era un'eccellenza a livello nazionale, oggi è incertezza, per il bando 2015/2016 e per il futuro di alcuni asili.

Una giovane mamma legge un interessante intervento al megafono. "Ci chiediamo quale sia il progetto per il sociale di questa maggioranza, se le spesi comprimibili siano solo davvero quelle relative al Welfare, qual'è la prospettiva di investimenti nel sociale a breve, medio e lungo termine? Siamo qui a manifestare anche per le persone che avrebbero voluto venire ma per colpa della loro precarietà lavorativa preferiscono non farlo, nel 2015 succede anche questo. Chiudere un asilo significa privare i bambini di un'esperienza essenziale per la loro crescita, chiudere un asilo significa mettere a rischio posti di lavoro, significa sfaldare il tessuto sociale di un quartiere, significa non sostenere l'occupazione e l'emancipazione femminile.

Sono stati tagliati 156 posti in due anni negli asili nido, 30 posti in meno per i lattanti e abbiamo le rette più alte dell'Emilia-Romagna, incertezza sulla gestione della strutture per l'anno prossimo, l'assoluta cecità dell'importanza degli asili per il tessuto sociale della città, per il lavoro femminile e per l'educazione e la crescite delle future generazioni. Asilo significa crescita. creatività, futuro, pari opportunità, integrazione. Siamo in piazza per far capire all'Amministrazione Comunale che una grossa fetta di popolazione è scontenta della loro modalità di dialogo con i cittadini e per far capire che il problema non è il calo della nascite, la domanda c'è. Durante una crisi economica bisogna sostenere le famiglie. Eravamo un'eccellenza per i servizi educativi, bisognava conservare il modello Parma. Abbiamo buttato letteralmente il bambino con l'acqua sporca. Ci stiamo giocando il nostro futuro, quanti passeggini vuoti ci saranno a Parma tra dieci anni? Chiediamo asilo per i nostri figli, la vicesindaco Paci dice che aprire nuovi asili oggi è anacronistico, noi diciamo che chiudere gli asilo è anacronistico ed è un atto criminale" 

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