Asp di Fidenza, i lavoratori: "Basta alla propaganda elettorale giocata sulla nostra pelle"

I lavoratori scrivono ai Comuni soci. "L’Azienda non ha bisogno dei giochetti politici fatti per occupare posti strategici. L'esternalizzazione porterebbe ad una forte privatizzazione che decreterebbe la morte dell'azienda"

Asp di Fidenza. Lettera aperta dei lavoratori ai Comuni soci, indirizzata anche al presidente della Regione Vasco Errani, ai parlamentari Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari, al direttore generale dell'Ausl di Parma Massimo Fabi. "Ancora una volta -si legge nella lettera- l’Asp di Fidenza sui giornali. Quante volte in questi ultimi mesi! E ancora una volta per polemiche che non investono il cuore del problema, ma che creano ad arte questioni per sviare l’attenzione e ritardare ogni decisione sul futuro dei servizi aziendali e sulla possibilità di sopravvivenza dell’Azienda stessa.

Siamo stanchi e vi diciamo basta! Basta alla propaganda elettorale, alle campagne elettorali giocate sui destini dei lavoratori, alle polemiche strumentali, ai Case Study effettuati da giornali, i cui editori, almeno così ci pare, abbiano molti interessi diretti e concreti sulla sorte dei servizi di AspE’ ora che la Politica (con la P maiuscola) inserisca nella propria agenda concetti quali welfare, gestione dei servizi pubblici, ruolo delle Asp nelle politiche territoriali sociali locali e faccia sapere cosa ne pensa e qual è la propria strategia.

E' ora soprattutto che la Politica si riprenda il proprio ruolo decisionale, non abdicandolo a favore di soggetti esterni, non trovando sempre pretesti per rimandare o nascondersi dietro presunti tecnicismi. Vi rammentiamo nuovamente qual è il cuore del problema: i Soci e quindi la Politica devono decidere quali e quanti dei 15 servizi (9 Case Protette e 6 Centri Diurni) oggi cogestiti dall’Azienda resteranno pubblici e quanti andranno ai gestori privati (Cooperative Sociali). Si è partiti nel lontano 2010 con l’idea di lasciare ad Asp due sole Case Protette sulle 9 gestite e dopo 4 anni tale ipotesi sembra quella più gradita a molti Soci e forse anche ai gestori privati.

Tale soluzione significherebbe una forte privatizzazione dei servizi sociali, un ridimensionamento di Asp, decretandone lentamente la morte. Per molti lavoratori Asp significherebbe passare in comando a Cooperative, divenendone al primo rinnovo contrattuale propri dipendenti, e per altri significherebbe essere collocati in esubero!  Sappiamo bene che la decisione coinvolge anche i nostri colleghi lavoratori di Cooperative Sociali, ma sappiamo anche che il mantenere pubblici molti servizi significa per loro una grande opportunità, aumentando le loro tutele. 

Le Organizzazioni Sindacali hanno ottenuto nei giorni scorsi un importante primo risultato, con la firma di un verbale in cui i Soci si impegnano all’internalizzazione prevalente dei servizi, pur subordinandola al lavoro di Tavoli Tecnici. In questi Tavoli Tecnici è coinvolta anche l’Azienda tramite il suo Direttore. In questo scenario ci sembra che indire una selezione di un Direttore di un’Azienda il cui futuro è così fortemente in bilico sia da folli e risponda alla logica di prendere tempo, di concentrare le polemiche su tale aspetto, di screditare ancora una volta l’immagine dell’Azienda, facendo passare in secondo piano la decisione strategica.Un film già visto purtroppo con la vicenda del Consiglio di Amministrazione! 

L’Azienda non ha bisogno dei giochetti politici fatti per occupare posti strategici con persone vicine agli interessi dominanti! Ben altre sono le priorità dell’Azienda e dei suoi lavoratori in questo momento e, all’Azienda, va garantita, in questa fase più che mai, una guida tecnica che conosca approfonditamente tutti gli aspetti peculiari della vicenda. Per queste ragioni, attraverso questa lettera aperta, Vi chiediamo: • di decidere e chiarire, rendendolo ben esplicito quale ruolo volete riservare ad Asp nelle politiche sociali del territorio; • di rispettare l’impegno preso con le Organizzazioni Sindacali, decidendo senza ulteriori rinvii, quali strutture restano all’Azienda, ricordandoVi che internalizzazione prevalente significa almeno 5 Case Protette (ma si può anche fare meglio)!; • di rinviare, a dopo le decisioni sulla responsabilità gestionale unitaria e allo svolgimento  delle elezioni, la selezione del Direttore; • di convocare il tavolo con le Organizzazioni Sindacali per condividere le regole sull’effettuazione dei concorsi per il personale socio-sanitario. Basta chiacchiere, vogliamo i fatti, vogliamo le Vostre decisioni! Ne abbiamo diritto come lavoratori, come cittadini e come elettori.

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