Asp di Fidenza, guerra tra Guarnieri e Legacoop: "I conti fatti sono sbagliati"

La guerra che da mesi vede contrapposti il direttore dell'Asp di Fidenza Maria Teresa Guarnieri e le cooperative sociali che offrono i propri servizi all'azienda si arricchisce oggi di un nuovo capitolo

La guerra che da mesi vede contrapposti il direttore dell’Asp di Fidenza Maria Teresa Guarnieri e le cooperative sociali che offrono i propri servizi all’azienda si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Il tema del contendere è il rinnovo delle convenzioni tra Asp e cooperative, giudicate dalla Guarnieri troppo onerose per i Comuni soci, al punto da aver presentato nei mesi scorsi un piano alternativo per reinternalizzare i servizi con un’ipotesi di risparmi milionari messi nero su bianco. Da quel momento è iniziato un braccio di ferro che non ha risparmiato colpi bassi da ambo le parti, fino ad arrivare ad oggi, quando i vertici di Legacoop hanno dichiarato senza mezzi termini che “I conti fatti dall'Asp di Fidenza sono sbagliati”.

C'è di più, con l'internalizzazione dei servizi non solo non ci sarebbe un vero risparmio, ma ci sarebbe addirittura una perdita pari a 1 milione 220 mila euro. Il responsabile di Legacoop Sociali Emilia-Romagna, Alberto Alberani, e il presidente di Legacoop Parma, Andrea Volta, hanno spiegato, tabelle alla mano, che l’Asp per gestire 9 case protette per anziani nel parmense attraverso l'assunzione di personale pubblico prevede di spendere 9,4 milioni euro, mentre secondo lo studio realizzato da Legacoop si arriverebbe a 10,6 milioni di euro. "Abbiamo rifatto i conti – ha spiegato Alberto Alberani – partendo dalle analisi fornite da Asp e il totale che a noi risulta è sensibilmente maggiore. Teniamo poi conto del fatto che nel nostro piano non abbiamo calcolato alcune indennità che inciderebbero ulteriormente sul computo totale".

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"A fronte della stessa offerta – ha concluso Alberani - i servizi delle cooperative sociali costano il 20% in meno, quindi con l'internalizzazione avremmo a disposizione 100 posti invece di 120, è questo è quello che dovrebbero sapere i cittadini. Inoltre la nostra preoccupazione è rivolta anche ai lavoratori che da domani potrebbero perdere il posto. Non esiste infatti alcun automatismo che possa garantire un loro eventuale passaggio dal privato al pubblico". Secondo Andrea Volta, quindi, in questo momento serve un confronto e maggiore dialogo: "Non c'è stato un tavolo istituzionale e le associazioni di categoria non sono state convocate, non sembra si voglia trovare una strada alternativa a quanto la nuova legislazione regionale in effetti consente (la reinternalizzazione ndr) ma che altre città hanno scelto di non perseguire come scelta strategica per il futuro dei servizi". Di fronte, quindi, alla necessità di prendere una decisione entro la fine di febbraio, che sarà resa operativa alla fine di maggio, Legacoop chiede la convocazione di un tavolo di confronto e una soluzione diversa dalla internalizzazione.

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