Asp, la lettera di un giovane sindacalista: "Così si svende un servizio al miglior offerente"

"Lo dicano i Sindaci di questo Distretto - scrive Paolo D'Agostino, della FP CGIL - che il disegno è di svendita dei Servizi Pubblici. Lo dicano chiaramente in modo da permettere a ciascuno di noi di riflettere su come opporci ad un impianto che smette di guardare alle Persone"

"Sono un giovane sindacalista - scrive Paolo D'Agostino, della FP CGIL - che lavora nei settori del welfare e delle autonomie locali. Da qualche anno seguo, fra l'altro, quel complesso mondo chiamato “Distretto di Fidenza”. Un mondo fatto di molte Persone che lavorano, con fatica, per garantire quelli che chiamiamo servizi di cittadinanza, perché ogni giorno applicano per ciascuno dei cittadini anziani e bisognosi del distretto i valori fondamentali della Costituzione. La esercitano, la Costituzione.

La erogano ogni giorno in quei minuti assistenziali garantiti, nonostante l'età, le ernie e la fatica nelle braccia e nelle schiene. Queste Persone sono i lavoratori e le lavoratrici che operano presso le strutture protette del Distretto. Chi con un contratto pubblico e chi con un contratto privato. Chi con i contratti bloccati, chi con salari miserabili. Hanno tutele molto diverse fra loro in fatto di orari di lavoro, di flessibilità e molto altro, pur lavorando gomito a gomito nelle stesse strutture. Questo lato del mondo c'è, ogni giorno, nonostante tutto. L'altro lato di questo mondo è fatto di persone che dovrebbero guidare questa Comunità. Dovrebbero governare il territorio garantendo l'applicazione della Costituzione (anche quella che riguarda la dignità del lavoro), ma che invece da anni non fanno che rinviare. Rinviano l'applicazione dei loro doveri costituzionali. Abdicano al loro ruolo, che per qualcuno è un mestiere. La rinnegano, la Costituzione.

Lo hanno fatto prima discutendo, in maniera estenuante ed inutile, su come fare a non applicare una Legge Regionale inventando un sistema di società miste pubblico-privato. Un sistema di scatole che avrebbe garantito niente altro che la conservazione e l'illegalità nei luoghi di lavoro nell'esercizio pieno e continuo di intermediazione di mano d'opera. Progetto poi bocciato dalla Regione stessa poiché non corrispondente alle norme, ma solo funzionale a chi aveva un'idea di pubblico che governa con figure apicali, e di privato che lavora...
Lo hanno fatto poi sul rinnovo della governance dell'ente, in cui hanno scoperto troppo tardi che le ASP non sono enti commissariabili (come qualcuno sperava) e sono ricorsi ad una nomina d'urgenza del Presidente dell'Assemblea, che ha riconfermato il vecchio consiglio, senza che i Sindaci siano riusciti a fare una proposta. Non dico unanime, ma neanche a maggioranza!

Lo fanno adesso facendo decidere a dei tecnici il futuro del Distretto, quella che chiamiamo “programmazione dei servizi”, con una composizione del tavolo quantomeno atipica, dopo aver già sottoscritto un verbale che dà una direzione chiara indicando la prevalenza della produzione diretta di ASP dei servizi accreditati. Ovviamente al tavolo, di cui non si hanno notizie ufficiali, è cominciato il balletto delle perplessità tecniche sulla fattibilità delle assunzioni, facendo scordare a tutti il dato di partenza: la gestione pubblica consentirebbe, nel complesso, un risparmio di svariate centinaia di migliaia di euro per i bilanci dei comuni soci di ASP, oltre ad un aumento dei salari e delle tutele. Soldi che il Sindacato ha guardato come uno spazio di ampliamento dei servizi o di rimodulazione dei contributi (già altissimi!) che gli anziani del distretto pagano. Spazio della cosiddetta Contrattazione Sociale.

Oggi, 28 Febbraio, è una data importante. I Sindaci avrebbero dovuto deliberare, in forza di una legge regionale, l'assetto dell'erogazione dei servizi pubblici del distretto e indicare “la strada” per uscire da questo impasse mentre crescono le preoccupazioni di centinaia di lavoratori nel distretto. Ovviamente non ci sarà alcuna delibera: i Sindaci non sono pronti. Ancora?

Ritengo evidente dove stia la tutela degli interessi collettivi e mentre assisto alle più svariate iniziative di tutela di questo o quell'interesse continuo ad avere la sensazione che l'interesse collettivo non sia esattamente al centro del dibattito.

Lo dicano allora, i Sindaci di questo Distretto, che il disegno è di svendita dei Servizi Pubblici al miglior offerente. Lo dicano chiaramente in modo da permettere a ciascuno di noi di riflettere su come opporci ad un impianto che smette di guardare alle Persone e si concentra nella svendita dei Beni Comuni. Lo dicano chiaramente e si consegnino con questo mandato al voto delle Amministrative. Se l'obiettivo sia tutelare l'interesse collettivo o quello particolare, sarà il cittadino a deciderlo".

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