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Asp Fidenza, una lavoratrice risponde alla Cgil: "Qualcuno ha il monopolio della difesa dei nostri diritti?"

Una lavoratrice risponde alla Cgil dopo la nota dal titolo 'Nessuno può usare i lavoratori come scudi umani'. "Se non avesse interpretato la nostra lettera come lesa maestà non avrebbe risposto ancora una volta sbattendoci la porta in faccia"

Dopo la pubblicazione di una lettera, firmata da una cinquantina di soci lavoratori della cooperativa Proges, che lavorano nelle strutture per anziani di Soragna, Fontanellato e Salsomaggiore, la Cgil Funzione Pubblica aveva risposto con una nota dall'eloquente titolo 'Nessuno può usare i lavoratori del distretto di Fidenza come scudi umani'. Nel testo il sindacato si parla della 'pretesa di difendere in alcuni casi gli interessi dei lavoratori'. Una lavoratrice di Fontanellato, Jlenia Rizzo, ha risposto al sindacato. 

LA LETTERA DELLA LAVORATRICE. "Gentile segretario della Funzione Pubblica Cgil, sono una delle prime firmatarie della lettera aperta ai sindacati, che non voleva essere polemica, ma secondo noi era diventata necessaria per esprimere la nostra preoccupazione. La sua risposta non ci ha rassicurato. Lei scrive “nessuno può usare i lavoratori del distretto di Fidenza come scudi umani”. Cosa intende dire con queste parole? Chi ci ha usato? E noi secondo lei perché ci saremmo fatti usare? Perché qualcuno, la Proges immagino, ci ha costretto o perché siamo così ingenui da non esserci accorti di quello che facevamo? Quello che lei insinua non solo è gravemente offensivo, ma conferma quanta poca conoscenza ci sia delle reali preoccupazioni dei lavoratori in questo momento. 

Lei scrive che la nostra lettera aveva “la pretesa di difendere in alcuni casi gli interessi dei lavoratori”. In che  senso la pretesa? Qualcuno ha il monopolio della difesa dei nostri interessi? Cosa bisogna fare per avere  l’autorizzazione a difendere i propri interessi? Se 50 firme raccolte in due giorni per lei non sono sufficienti  per avere questa pretesa, ne raccoglieremo altre 50.  Come segretario della Funzione Pubblica c’è una cosa che certamente lei ha ben presente: nei tanti articoli  che quotidianamente riportano gli effetti drammatici della crisi non compare mai il dato di quanti lavoratori  del pubblico impiego sono stati licenziati o hanno perso il posto. Perché quel numero, fortunatamente,  è zero, mentre sfortunatamente sono decine di migliaia le persone che perdono il lavoro nelle imprese  e nelle cooperative. Questo non è un giudizio, è un fatto. L’affermazione “la gestione dei servizi può  essere pubblica o privata” è pilatesca. Perché è ora che il sindacato (tutti i sindacati) decida se ritiene oggi  prioritario difendere l’adeguamento dei contratti nazionali, degli scatti d’anzianità, dei permessi e di tutte  le altre cose giuste e sacrosante di cui si discute nelle assemblee sindacali e negli incontri in cui di solito le  cooperative non sono invitate, o è prioritario difendere i nostri posti di lavoro

Per quanto riguarda la minaccia di una guerra tra lavoratori, non si preoccupi, noi con i nostri colleghi ci parliamo e ci confrontiamo tutti i giorni. Il modo migliore per non creare degli steccati non è far finta di niente ma poterci sentire, gli uni e gli altri, difesi allo stesso modo.Oggi non è così. E se lei non avesse interpretato la nostra lettera come lesa maestà ma con maggior spirito di servizio, dal momento che rappresentare i lavoratori non è una carica nobiliare ma un servizio, non ci avrebbe risposto ancora una volta sbattendoci la porta in faccia".  Jlenia Rizzo, Fontanellato

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