Ad Personam, l'Usi sulle alienazioni: "No alla svendita delle strutture"

Ieri l'approvazione del Piano strategico che porterà alla realizzazione di un'asta anche per il complesso Stuard-Romanini. Usi sanità: "La sanità non deve essere merce di scambio per la quadratura dei conti"

Asp Ad Personam. Ieri il Consiglio comunale ha dato il via libera al Piano strategico che prevede, tra le altre cose, la vendita del complesso Stuard-Romanini. Per la vendita della struttura, che permetterebbe di ripianare il buco di bilancio di circa 4 milioni di euro di Asp, si terrà un'asta. Il valore stimato dell'immobile è 13.2 milioni di euro. Dopo lo scontro in Consiglio e le proteste dei lavoratori davanti a Villa Parma da Cgil, Cisl e Uil anche l'Usi sanità di Parma si schiera in difesa dei dipendenti.

"L’Usis (Unione Sindacale Italiana Sanità) di Parma è solidale ed al fianco delle lavoratrici e lavoratori delle strutture Ad Personam, seppur in disaccordo nei riguardi dei organizzazioni sindacali confederali in quanto colpevoli di aver tardato anni prima di farsi sentire. Ribadiamo oggi, come ieri, che la situazione odierna è il frutto di anni di mal gestione delle risorse perpetrata gli anni scorsi, a discapito degli ospiti ed operatori. Un debito, quello dell’ASP, che assomiglia ad una voragine di milioni di euro: complessivamente, partendo dal 2010 ad oggi il buco da un passivo di 2.553.572,18 euro, si sommano a quello 2011 di 2.150.048,00, ai quali dobbiamo sommare il preventivo passivo 2012 ed arriviamo alla bellezza di 5.438.923,00 (dati tratti da fonte ASP e Associazione Carta Canta)".

"Ecco quindi il via all’asta immobiliare, smembrare per coprire la buca, con magari un po’ di sabbia, buona abitudine che la nuova giunta a 5 stelle sta adottando, anche se la situazione è stata evidentemente ereditata. Siamo fin troppo abituati a queste operazioni, ma ciò che si dimentica è che in tutta questa brutta vicenda, chi ne paga le conseguenze siano i dipendenti, cioè coloro che in pratica lavorano, in uno stato precario, con mancanza di fondi indispensabili per l’approvvigionamento dei presidi, per le cure e di tutela degli ospiti".

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Ora capiamo come mai gli operatori OSA, dopo l’aggiornamento obbligatoria per legge ad OSS terminato nel 2008, non vedono ancora riconosciuto il loro nuovo titolo ne a livello amministrativo, ne come aggiornamento in busta paga; ecco perché il loro numero non è mai cresciuto in questi anni, anzi per far fronte alla carenza, non essendoci i soldi per attingerne dall’esterno, hanno reimmesso in turno coloro che, per patologie gravi e documentate a termine di legge e comprovate dal medico della “medicina preventiva”, rientravano in regime di fuori turno; ecco perché non sono mai stati aggiornati i parametri dei vari reparti che negli anni hanno subito, in termini di patologie dei nuovi ingressi e relativo aumento dei carichi di lavoro; ecco perché a fine anno scadrà il contratto con la cooperativa che attualmente gestisce gli infermieri e non si sa se verranno riconfermati"."

"L’Usis denuncia questo grave stato di abbandono e incertezza per il futuro di tutti i lavoratori dell’ASP, si unisce alla protesta chiedendo che sia fatta luce sul futuro, opponendosi allo smembramento ed alla svendita delle strutture, affermando che la sanità deve rimanere pubblica non merce di scambio per la quadratura dei conti. L’Unione Sindacale Italiana Sanità di Parma, inoltre, chiede l’aggiornamento ad OSS della figura professionale ora denominata OSA".

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