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Asp, il Comune vende Stuard e Romanini: i dipendenti protestano

Il Comune presenta il piano strategico per coprire il rosso in bilancio di Asp: lascerà i servizi già in appalto ai privati, compresa la struttura dei Lecci. I dipendenti pubblici presidiano piazzale Fiume, davanti a Villa Parma

Debiti e servizi alla persona. Un altro nodo da sciogliere per l’amministrazione Pizzarotti. Stavolta il buco di bilancio da rimpinguare riguarda l’ASP e il piano strategico pensato dal Comune pare non sia stato affatto digerito dai dipendenti che oggi si sono riuniti in piazzale Fiume per esprimere il proprio dissenso. La soluzione trovata per fare cassa consiste nella vendita delle strutture Stuard e Romanini che permetterebbe di far rientrare 4 milioni di euro.

“Ma se all’asta non si presenta nessuno come facciamo?” chiede Christian Ruiu della UIL FPL “non hanno presentato un piano B. Il nostro non è un attacco politico siamo coscienti che i problemi nascono dalla mala gestione delle passate amministrazioni, ma non si possono lasciare 230 lavoratori in balia di una vendita che se non avverrà e farà piombare l’intera ASP nell’incertezza”.

Il Comune di Parma maggiore azionista dell’Azienda dei Servizi alla Persona nel suo piano strategico prevede inoltre che i 13 servizi già appaltati alle cooperative, allo scadere del contratto, ovvero a fine dicembre, non verranno assorbiti dal pubblico. Anzi, attraverso un bando europeo potrebbero ritornare in mano ai privati. Un’enorme delusione per i dipendenti ASP fiduciosi che almeno i 71 posti del Lecci potessero essere rimunicipalizzati. Invece no, l’amministrazione Pizzarotti prosegue sul percorso di privatizzazione dei servizi pubblici già avviato da tempo in città.

“Noi siamo in grado di offrire servizi di alta qualità – afferma Annalisa Albertazzi della CISL FP – perché dobbiamo esternalizzarli? Il sistema pubblico regge finché il servizio è pubblico, poi diventa solo a fine di lucro”. Con la salute non si lucra, non si dovrebbe, ma secondo Paolo D’Agostino della CGIL FP “ci sono state cooperative che per avere maggiori margini di guadagno hanno assunto infermieri e fisioterapisti a progetto creando notevoli problemi agli utenti e minori garanzie ai lavoratori”. Domani ci sarà l'approvazione del Piano Stategico, che sarà licenziato così com'è, a meno che non vi siano colpi di scena.
 

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