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Assegnatari-Parma 80, Luigi Gandolfi: "Di cosa dovremmo vergognarci?"

Dopo la protesta dei sette soci del condominio Paradigna, che domani terranno un presidio sotto la sede della Coop, il presidente risponde alle critiche: "Difenderemo i diritti della cooperativa, che ha 2500 soci"

Luigi Gandolfi, presidente della Cooperativa Parma 80, risponde alla critiche mosse da parte dei sette soci assegnatari del condominio Paradigna, riunitisi nel Comitato Assegnatari Condominio Paradigna, che domani pomeriggio, dalle 16.30, protesteranno, sostenuti dalla Rete Diritti in Casa, sotto la sede della cooperativa in Piazzale Cesare Battisti. I soci accusano la cooperativa di "tradimento dello spirito mutualistico" e denunciano il fatto che, dopo vent'anni di pagamento del mutuo e di altre spese, gli viene richiesto un canone d'affitto paragonabile a quelli di mercato. Su alcuni manifesti in città la parola "vergogna" riferita al comportamento della cooperativa.

"Siamo l'unica cooperativa di Parma che realizza alloggi per l'affitto. Questo intervento l'abbiamo realizzato vent'anni fa, lo abbiamo assegnato a venti soci con un contratto di affitto a proprietà indivisa - dichiara il presidente della Cooperativa 80, Luigi Gandolfi.. Loro hanno pagato l'affitto per vent'anni, noi con quei soldi abbiamo pagato il mutuo che abbiamo attivato: la cooperativa fino ad ora non ha mai incamerato un euro.

Alla scadenza del mutuo loro dicono, abbiamo pagato la casa, non paghiamo più l'affitto. Non ci vergognamo di chiedere l'affitto alle persone che vivono nei nostri 120 alloggi, non ci vergogniamo di dire che chi paga l'affitto non può diventare proprietario della casa, non ci vergogniamo di dire che con i soldi costruiamo altre case per l'affitto e altre case per l'edilizia convenzionata, perchè noi non facciamo edilizia libera. Non ci vergognamo di questi canoni: per un appartamento da 100 mq 351 euro, per un appartamento da 118 mq con tre camere 416 euro: su venti in sette hanno deciso di avviare questa causa, mentre gli altri tredici hanno accettato perchè si sono resi conto che non hanno un documento scritto dove c'è scritto che sono proprietari della casa.

Siamo amareggiati perchè preferivamo evitare questa situazione, però ci stiamo e difenderemo i diritti della cooperativa, che ha 2500 soci. La convenzione fatta col Comune prevedeva che al termine del periodo del mutuo il canone fosse ridefinito dall'Assemblea dei soci, cosa che è avvenuta il 28 aprile di quest'anno, dove 130 persone hannno deciso la riduzione del canone del 10%, cosa che loro hanno rifiutato e adesso si è avviato il contenzioso.


Siamo per ricompattare se c'è un pò di ragionevolezza, però abbiamo dei soci che abitano in bilocali e pagano 500 euro, questi sì che si dovrebbero lamentare. Il prestito forzoso di 10 mila euro è stato concordato con loro, questi soldi ritornano agli assegnatari. Per ora gli abbiamo ridati ai 13 che hanno sottoscritto il nuovo contratto. Non c'è scritto da nessuna parte che al termine del prestito loro non avrebbero dovuto più pagare l''affitto, cosa che invece loro pretendono".

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