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Giornata della Democrazia, il Pd: "Proposte già discusse in Consiglio"

"Un altro rischio emerso chiaramente domenica -scrive il Pd- è il potere di condizionamento dei promotori dell'Assemblea. E' stato evidente a tutti, per esempio, che questi miravano a fare approvare il referendum senza quorum"

Giornata della Democrazia. Le considerazioni di Carla Mantelli, segretaria cittadina del Pd. 

"A conclusione della Giornata della Democrazia il Partito Democratico di Parma desidera condividere le seguenti considerazioni. Apprezzabile il tentativo della Giunta di favorire la partecipazione più ampia possibile dei cittadini alle scelte amministrative. A nostro giudizio però l'esperimento ha presentato limiti evidenti e deve essere occasione di ampio dibattito sulle forme della democrazia. Perché questo dibattito sia produttivo bisogna superare il pregiudizio secondo il quale "si parte da zero" come se prima non ci fosse stato nulla o tutto fosse sbagliato.

Evidentemente non è così. Il pluridecennale percorso di partecipazione dei quartieri, per esempio, è stato per tanti aspetti esaltante e spesso utile alla comunità anche se con il passare del tempo si è cominciato a sentire l'esigenza di un rinnovamento. Stesso discorso per lo Statuto Comunale, un testo che ha visto una lunga e partecipata gestazione e che forse sarebbe stato opportuno fare conoscere ai partecipanti dell'Assemblea prima di farlo diventare, senza preavviso, oggetto di proposte di modifica.

Il Sindaco ha addirittura dichiarato che lo Statuto non contiene la menzione di "valori", cosa evidentemente inesatta visto che a partire dai principi e valori costituzionali, all'art. 4 vengono elencati una serie impegni del Comune volti a realizzare l'integrazione, la parità tra uomo e donna, la pace, il rispetto dell'ambiente... Non guasterebbe un pizzico di umiltà e rispetto per chi prima del M5S si è messo al servizio della comunità. Anche le proposte riguardanti l'applicazione della Carta di Pisa, del Consigliere aggiunto, del consumo di suolo uscite dall'Assemblea sono già state depositate e/o discusse in Consiglio Comunale grazie al Gruppo PD.

Un altra questione su cui riflettere riguarda il metodo del sorteggio a nostro parere male utilizzato. Nei contesti in cui si è utilizzato questo metodo si sono create le condizioni perché le persone fossero adeguatamente informate e potessero approfondire veramente i problemi. Questo non è avvenuto domenica e il rischio di superficialità e di votazioni più su slogan che su proposte davvero condivise è stato forte. La partecipazione richiede fatica e tempi lunghi, non ammette scorciatoie. Un altro rischio emerso chiaramente domenica è il potere di condizionamento dei promotori dell'Assemblea. E' stato evidente a tutti, per esempio, che questi miravano a fare approvare il referendum senza quorum o che tendessero a sminuire il ruolo (esaltato invece dalla Costituzione e dallo Statuto) che associazioni e gruppi organizzati possono avere nei contesti partecipativi.

Ricordiamo infine che la maggioranza richiesta per l'approvazione delle proposte era di 97 voti. Chi rappresentano queste persone? Questi i rilievi critici che confermano le perplessità espresse alla vigilia della Giornata della Democrazia. Ci auguriamo in un dibattito franco in Consiglio Comunale non solo sul merito delle proposte emerse ma anche sui metodi più adatti a favorire la partecipazione attiva della comunità".
 

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