Industriali, protesta dei lavoratori Cft. Squinzi: "Riforme per la svolta del Paese"

La 68esima Assemblea annuale dell'Unione Industriali di Parma si apre con la contestazione accesa da parte dei lavoratori della Cft di via Paradigna. Slogan e interventi contro i 64 esuberi annunciati dall'azienda

La 68esima Assemblea annuale dell'Unione Industriali di Parma si apre con la contestazione da parte dei lavoratori della Cft di via Paradigna. Bandiere e striscioni contro i 64 esuberi annunciati dall'azienda. Dentro gli esponenti dell'Upi e delle istituzioni locali stanno preparando l'avvio dell'incontro, al quale parteciperà anche il presidente dell'Unione Industriali Giorgio Squinzi. Nella giornata di oggi la Fiom ha dichiarato 2 ore di sciopero alla Cft. 

All'ingresso del Teatro Regio sono schierati poliziotti e carabinieri: i lavoratori per ora si trovano ai lati delle scalinate: la situazione è tranquilla. I lavoratori, sostenuti da alcuni esponenti dei Comitati cittadini, si sono portati di fornte all'ingresso del Regio, oltre via Garibaldi.

L'ASSEMBLEA DEGLI INDUSTRIALI. "Credo che questo Governo senta il problema: noi abbiamo fatto delle proposte in un primo pacchetto, che è stato recepito nel decreto semplificazioni, anche se questo non basta ancora. Abbiamo semplicemente bisogno di aver un paese normale, dove una azienda che vuole ampliare il proprio capannone, come è successo a me, non debba aspettare 7-8 anni per la autorizzazione edilizia". Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. "Per avere una V.i.a. in Italia ci vogliono due anni, nel Canton Ticino, in Carinzia o Slovenia 60 giorni"-



"Questo Governo ha avuto un approccio corretto, il metodo di fare un inventario dei problemi e cercare le soluzioni un caso alla volta credo sia stato giusto. Ma purtroppo non abbiamo molto tempo. Il Governo deve attivare tutte le risorse a disposizione e lo deve fare in tempi brevissimi" ha proseguito Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. "La classe politica, il Governo in particolare, deve mettere mano a quelle riforme che possono dare una vera svolta a questo paese".

Giuseppe Massari, Rsu commenta la protesta di oggi: "La manifestazione di oggi è importante. Siamo qui oggi come Fiom Cgil per ribadire la nostra contrarietà allla procedura di mobilità aperta da uno dei grandi industriali locali, Roberto Catelli. Si tratta di una vera e propria opera di destrutturazione aziendale, questa operazione ha uno stampa revancista. L'arrivo dei bodyguard davanti all'azienda ha lo scopo di mostrare, in modo muscolare, che i padroni sono loro. Parma non può permettersi la perdita di un'azienda molto importante per il territorio locale, presente da oltre cento anni. Se si va avanti così non ci sarà futuro nè per Parma nè per Montecchio. Stamattina c'è stato un incontro in Provincia: l'azienda ha detto che la procedura non è negoziabile ha proposto la ricollocazione di una decina di lavoratori". 

PCL: 'A COSA SERVE L'UNIONE INDUSTRIALI?' Il Pcl nvita la popolazione a confrontarsi con una domanda: 'A cosa serve l'Unione degli Industriali e perchè li manteniamo? A noi sembra che la crisi abbia fatto cadere il velo del grande inganno capitalista e che quindi sia venuta a mancare la condizione falsa per cui loro mangiano e fanno mangiare. Catelli dimostra a tutta Parma che la leadership che esigono di avere è del tutto immotivata su un piano delle prestazioni. Su che basi credono di poter ancora decidere e condizionare la nostra vita? Sono pesi inutili che ci trasciniamo dietro". 

Uno dei vicepresidenti dell'Upi di Parma infatti è Roberto Catelli, proprietario dell'azienda leader del settore agroalimentare parmigiano. Davanti al Teatro Regio, oltre ai lavoratori dello stabilimento di Parma ci sono quelli della Cft di Montecchio che si sono uniti ai loro colleghi parmigiani. Oltre ai lavoratori anche i Comitati locali, dalla Commissione Audit a Liberacittadinanza, dalla Rete Diritti in Casa fino ai partiti Sel e Rifondazione Comunista. 

Il 13 giugno l'azienda ha annunciato ai delegati sindacali l'esubero di 64 lavoratori. In contemporanea davanti all'azienda sono apparse le transenne e i bodyguard di una ditta di sicurezza privata, assunti dai proprietari per evitare che i lavoratori bloccassero i cancelli come avvenuto nel 2012.

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