Amarcord: quando Bernini incontrava il boss della camorra Zagaria

Laguardia: "Sarebbe opportuno che la politica e gli stessi partiti scegliessero con più attenzione le persone chiamate ad amministrare la cosa pubblica. I contatti con i casalesi erano già stati accertati"

I boss dei Casalesi, Pasquale e Michele Zagaria

"Giovanni Paolo Bernini è un soggetto assurto agli onori della cronaca già qualche anno fa quando, assieme ad un altro parmigiano, fu oggetto di un'inchiesta del settimanale l'Espresso che scrisse dei suoi rapporti con il numero due del clan dei Casalesi (Pasquale Zagaria, fratello del capoclan Michele, ndr)". Così il procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia, nel corso della conferenza stampa sui quattro arresti oprati dalla Gdf nella città emiliana. "Sarebbe opportuno che la politica e gli stessi partiti scegliessero con più attenzione le persone chiamate ad amministrare la cosa pubblica.
Perché se è vero che i contatti tra Bernini e i casalesi non portarono ad alcuna conseguenza giudiziaria è anche vero che questi erano stati accertati da un'inchiesta condotta dall'antimafia di Napoli".

Per la Giunta comunale guidata dal sindaco Pietro Vignali questa è la seconda bufera dopo l'inchiesta 'Green Money', la vicenda sulle tangenti del verde pubblico che a fine giugno ha portato all'arresto di 11 persone, tra cui alcuni dirigenti e funzionari del Comune. In città ci sono state manifestazioni a ripetizione, una anche con incidenti, per chiedere le dimissioni della Giunta.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

L'ESPRESSO DEL 7 GIUGNO 2007
"Registrazioni e interrogatori hanno invece ricostruito il summit tra Bernini e Zagaria. L'anno è il 2003, il momento d'oro del programma di grandi opere promesso dal Cavaliere nel contratto con gli italiani e affidato all'ingegner Lunardi. Il luogo è un distinto albergo romano, con ristorante esclusivo e sala riunioni. Al tavolo siedono in quattro. Un costruttore di Parma, Aldo Bazzini, titolare di un gruppo di società ispirate dalla storia ducale: una è persino intitolata a Stendhal. C'è poi un agente immobiliare della stessa città, Alfredo Stocchi, con un passato di assessore socialista e una trentennale esperienza nelle pratiche urbanistiche della zona. C'è poi Pasquale Zagaria, la mente economica dei Casalesi: modi bruschi e abiti firmati, l'accento inconfondibile della sua terra e le mani grandi di chi viene dai cantieri. E c'è infine il presidente del consiglio comunale e consulente del ministro" (FONTE: L'Espresso, 7 giugno 2007).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Spostamenti tra regioni il 3 giugno: ecco perché rischiamo la chiusura per altre due settimane

  • Bimbo di 4 anni muore all'Ospedale Maggiore

  • Coronavirus: a Parma 21 nuovi casi e 2 morti

  • Parma fuori dall'incubo: nessun decesso e nessun nuovo caso

  • Morte del piccolo Jacopo, oggi l'autopsia: due persone indagate per omicidio colposo

  • Dal 3 giugno via libera agli spostamenti da Parma nelle altre regioni

Torna su
ParmaToday è in caricamento